Il presidio
Concessi troppi spazi ad Hackett, un errore
Il mea culpa di Moretti: «Puniti da una scelta tecnica che non ha pagato Vedo comunque un gruppo solido che lotta, ho buone sensazioni per il futuro»
SIENA. Prima della palla a due il PalaEstra era tutto in piedi per lui. Poi, però, appena è iniziato il derby di piacevole per Paolo Moretti nella serata del ritorno in quello che è stato anche il suo palazzetto c’è stato davvero poco. «Sono cresciuto cestisticamente a Siena, ed è stato molto emozionante rivedere tanti amici di vecchia data. Da quel punto di vista è stata una serata piacevole, poi però purtroppo per noi da sorridere c’è stato davvero poco».
Già, perché quando vai al primo intervallo e sei sotto 33-16 in casa dei campioni d’Italia le possibilità di rimettere il naso avanti sono pressoché pari allo zero. «Purtroppo il nostro peggior periodo è stato il primo – prosegue Paolo Moretti parlando del match – perché, in primis, siamo stati troppo passivi. Poi, in settimana, l’avevamo preparata concedendo un po’ di spazio ad Hackett sul perimetro e lui ci ha punito severamente (18 punti per Danny-boy, tutti nel primo tempo con 4/5 da 3). È stata una scelta che non ha pagato e quindi mi assumo la responsabilità di tutto. A questo poi ci va aggiunto l’inizio soft sotto i tabelloni ed a quel punto diventa dura quando vedi che le certezze che avevi prima del match ti si sgretolano in così pochi minuti».
Rimane una partita che ha messo ancora una volta in grande evidenza le difficoltà ad incidere in serie A sia di Ed Daniel che di Deron Washington. Nel primo caso tanti errori fin dall’inizio, nel secondo notevoli difficoltà a tenere Carter e limitare Ress fino ai punti segnati quando la partita era già ampiamente nelle mani di Siena. C’è un altro aspetto da considerare: nel secondo tempo Gek Galanda non ha rimesso piede in campo e, come dice lo stesso coach, non certo per guai fisici (come successo a Daniel) né per scelta tecnica. L’idea è che lo si voglia risparmiare per partite più alla portata e con punteggi in equilibrio. «Daniel ha divaricato troppo in un recupero e non l’ho voluto rischiare – conclude Moretti – così come Galanda visto che la partita non era più in discussione. Veniamo da trasferte giocate su campi dove nessuno finora ha mai vinto ed, anche se siamo stati in scia dei nostri avversari per pochi minuti, vedo un gruppo solido che lotta e mi dà buone sensazioni per il futuro. Un esempio è stato il terzo quarto visto il nostro rientro positivo dagli spogliatoio mettendo in campo energia e qualche buon canestro».
Saverio Melegari
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