La Tesi fa i conti con un attacco sterile
Troppo pochi 73,5 punti segnati a partita: e la partita con Cremona di sabato sera sa già di spareggio per la salvezza
PISTOIA. «Le sconfitte sono come pugni nello stomaco: rimangono in testa e c’è il forte rischio di demoralizzarsi»: Paolo Moretti, alla fine della gara di Milano, ha parlato così della situazione mentale della sua squadra. Queste parole potrebbero calzare a pennello anche per la tifoseria che certo non fa i salti di gioia di fronte ad un ritorno in serie A tutto in salita, come e più di quello che ci si aspettava. Il sentimento che prevale nella pancia della piazza biancorossa, consapevole delle difficoltà di una neopromossa low cost come la Tesi Group, è di un’attesa a tempo fino alla gara di sabato sera con Cremona. Nei bar sport veri e virtuali la sensazione dei tifosi è che solo dopo questa gara, di fronte a una diretta rivale, si potranno dare dei giudizi. Contro Cremona, per il gruppo di Paolo Moretti, già a rincorrere le rivali dopo quattro giornate, sarà il primo bivio.
Punti cercasi. Indubbiamente la gara di Desio contro un’Armani stanca dall’impegno di Eurolega, a cui sono bastati Moss e Langford (non certo due e caso) per darne 20 a Pistoia, ha mostrato una Tesi Group più concentrata e meno effimera. Dopo due partite con la difesa-optional stile campino (la gara di Cantù, eccezion fatta per quei 6’ di blackout nel terzo quarto, rimane la migliore), i biancorossi hanno limitato una Milano sprecona (ben 22 le palle perse della squadra di Banchi) anche per la grinta della retroguardia dei vari Daniel, Galanda e Cortese. I numeri dicono che i 75 punti subiti a Desio sono il miglior risultato da inizio anno, ma il peggiore sono proprio i 55 punti fatti lunedì. Un dato che evidenzia al massimo i problemi in attacco, di gioco e di realizzazione, già emersi in altre gare. Con 73,5 punti di media Pistoia è il penultimo attacco ed è la peggiore per canestri realizzati tra le squadre di fondo classifica. Non solo, a Desio si è sfiorato il record negativo nel tiro da tre: la prima bomba è stata quella di Gibson, il deputato faro dell’attacco biancorosso finora latitante, a inizio dell’ultimo tempino. Le altre due sono arrivate nei minuti finali. Così Pistoia si conferma la peggiore tiratrice dall’arco con uno scialbo 31%, dietro alle due dirette concorrenti alla salvezza (31,3%). Un dato preoccupante visto che il corri e tira dei biancorossi, pronosticato ad inizio anno grazie alle qualità atletiche degli americani di via Fermi, ad oggi si è visto poco.
Inesperienza. Non la si scopre certo dopo 4 sconfitte, ma pesa e non poco almeno contro le big incontrate finora. Sottocanestro Daniel e Johnson sono dei “gattini” nel mezzo alle tigri e alla fine sui rimbalzi che contano devono avventarsi i vari Galanda e Cortese. Alternative non ce ne sono ed ecco che la panchina oltremodo corta (il sostituto di Toppo non è mai arrivato), si fa sentire specie in questo inizio dove i giocatori meno esperti pagano dazio. Se a questo ci si aggiunge che Washington, dà quantità ma pochissima qualità (a differenza di quello che si era visto in precampionato), il quintetto dà poche garanzie. La speranza è che arrivino contro avversarie più alla portata, perché il rischio è che alla fine del rodaggio la corsa salvezza sia già compromessa.
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