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«Siamo stati puniti ad ogni errore»

«Siamo stati puniti ad ogni errore»

Meini: «In partita fino all’intervallo. Peccato, eravamo arrivati fino a -2»

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SASSARI. Dopo due passaggi a vuoto, finalmente è arrivata la domenica buona anche per Guido Meini. I numeri non saranno entusiasmanti, e si sa bene quello che è il ruolo del numero 6 biancorosso, però rispetto alle sfide contro Cantù ed Avellino ha fatto un deciso passo in avanti eseguendo alla perfezione ciò che chiede Moretti.

In particolar modo, abbassare i ritmi e far ragionare la squadra perché, giocando contro un Banco che fa della velocità la sua più importante arma, andando a mille all’ora si rischia il disastro. «Siamo stati in partita nei primi due quarti – commenta il playmaker pesciatino – facendo le nostre cose in maniera giusta e trovando anche soluzioni abbastanza sicure. Purtroppo abbiamo pagato qualche rimbalzo offensivo concesso a Sassari in maniera troppo leggera e, soprattutto, siamo stati puniti al minimo errore. Emblematico quanto successo sul 30-28: dal possibile canestro della parità sono arrivate due palle perse e altrettante bombe dei nostri avversari che ci hanno rispedito indietro e siamo andati all’intervallo sotto di 8 punti. Contro squadre come Sassari, poi, quando fai questi errori in genere li paghi sempre. Nel terzo quarto i passaggi a vuoto sono stati ancora di più ed il divario si è aperto in maniera irrecuperabile».

Per il vice di Wanamaker, però, questa partita rappresenta un piccolo segnale di cambiamento rispetto a quel che si è visto, tanto per fare un esempio, domenica scorsa contro Avellino. «Al di là degli errori citati – prosegue Meini – penso che la squadra abbia capito che questa è la strada da percorrere e ci sono stati senz'altro dei progressi e dei passi in avanti che, magari, vengono mascherati dal punteggio finale». Rimane il pensiero, però, di cinque ragazzi americani pronti ad andare in bambola appena due o tre tiri consecutivi non finiscono dentro il canestro e questo, alla lunga, può diventare un problema di non poco conto.

«Sapevamo che c’era uno scotto da pagare dovuto alla loro giovane età – conclude Guido Meini – ma sono convinto che faranno del loro meglio per crescere con il passare delle giornate». (s.m.)

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