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In casa Tesi Group è il giorno dei “mea culpa”
Dopo Avellino Cortese interpreta il dispiacere dei suoi «In certi momenti ognuno gioca per conto proprio»
PISTOIA. Il giorno dopo l’opaco esordio casalingo della Tesi Group, la delusione nella voce di Riccardo Cortese è intatta. Soprattutto perché le sensazioni alla vigilia erano buone ed invece, oltre al risultato negativo che bissa la sconfitta di Cantù, contro Avellino la prestazione della squadra di Moretti è stata tutto fuorché brillante. L’esterno emiliano, il migliore contro la Vitucci's band, non cerca scuse ad una partita troppo altalenante. Probabilmente più di quella del Pianella. «Siamo stati in balia loro per tutta la gara – dice Cortese– quando sbagli i primi canestri facili come abbiamo fatto noi, l’inerzia passa agli avversari. Contro Avellino, abbiamo fatto lo stesso errore di Cantù e quando vai sotto di 25 in serie A, è molto difficile recuperare. Abbiamo giocato con troppi alti e bassi». Si è gettato su ogni pallone, ne ha recuperati diversi in difesa e si è preso le sue responsabilità in attacco, sfiorando la doppia doppia (10 punti e 9 rimbalzi); ma quando gli si fa notare che se la Tesi Group avesse avuto la grinta di Cortese, il jolly biancorosso passa avanti. Più che i complimenti, gli interessa capire su cosa c'è da lavorare per far sì che la squadra metta in campo continuativamente quell’unità d’intenti che era sembrata buona in precampionato. «Quello che dispiace di più – continua Cortese – è aver perso davanti ad un pubblico così bello, davanti alla famiglia di Matteo (Bertolazzi, ndr) nella serata dedicata a lui. Ci credevo, credevo che fossimo pronti all’impatto con questa gara ma così non è stato. Dobbiamo andare tutti nella stessa direzione.. .e ci siamo quasi. In alcuni momenti però ognugno pensa a fare il suo». Eppure la Sidigas, dopo tre quarti importanti (6/10 da tre nei primi 20’) grazie alla sua panchina infinita (ha giocato in 10 pur senza Spinelli), nell’ultimo tempino ha calato nettamente i ritmi, accusando il sussulto d’orgoglio pistoiese. «Mah… io ho visto una squadra che ci ha punito ad ogni errore– ribatte il numero 13 biancorosso – trascinata da un grande Lakovic (6 scudetti tra Grecia e Spagna e l'Eurolega in blaugrana nel 2010, ndr). Noi ci abbiamo messo una grande buona volontà ma spesso non abbiamo non abbiamo giocato di squadra e Avellino ha preso un margine più che meritato. Noi potevamo fare sicuramente qualcosa di più». Il duro impatto con la massima serie per la nuova Tesi Group è acuito da un calendario che, come da pronostico, si sta rivelando molto difficile. Dopo Cantù e Avellino, ora davanti ci sono due trasferte contro le regine del mercato estivo: Sassari e Milano, le due squadre che per tutti gli addetti ai lavori sono le avversarie di Siena alla corsa tricolore. «Rischio di demoralizzarci? – risponde deciso Cortese a precisa domanda – se ci demoralizziamo alla seconda di campionato, è finita».
Elisa Pacini
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