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Pistoia

fino quasi in svizzera per uno storico ritorno in a1

PISTOIA. Saranno almeno 150 i tifosi biancorossi stasera al “Pianella” di Cantù, quelli che oggi saliranno fino quasi in Svizzera (da Cucciago a Chiasso ci sono sì e no 20 chilometri) per essere...

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PISTOIA. Saranno almeno 150 i tifosi biancorossi stasera al “Pianella” di Cantù, quelli che oggi saliranno fino quasi in Svizzera (da Cucciago a Chiasso ci sono sì e no 20 chilometri) per essere protagonisti di un giorno storico. Quello del grande ritorno di Pistoia in A1, con altri colori e un altro nome rispetto al passato ma con la stessa passione di una città che oggi si fermerà per seguire via tv o via radio le gesta della Tesi Group.

Nell’impianto canturino, i tifosi biancorossi saranno uno spicchio nel muro umano biancoblù degno di una piazza che ha fatto la storia del basket. Ma ci saranno: ci sarà qualcuno con i capelli brizzolati che 21 anni fa seguiva la radiocronaca (sparata dalle casse dell’allora PalaCarrara) da Napoli dove la Kleenex di Pancotto agguantò per la prima volta l’Olimpo. Era il traguardo di un’ascesa partita più di venti anni prima, grazie a qualche temerario dirigente (tra loro Piero Becciani e Roberto Maltinti) e al gruppo unico del Cofax. Ci saranno diversi ragazzi e ragazze, oggi quarantenni, che quella sera di marzo 14 anni fa cercavano di nascondere nelle sciarpe biancoblù le lacrime. Perché il sogno, dopo sette campionati nel basket che conta, stava sfuggendo e non solo per la retrocessione imminente (anticamera alla cessione del titolo).

Ma stasera a sgolarsi per la squadra di Moretti ci saranno soprattutto i ragazzi cresciuti nel mito di quella serie A raccontata dai genitori, appassionatisi a questo sport con gli eroi di oggi. Con quei ragazzi diventati più o meno famosi che, negli ultimi tredici anni, hanno lottato in palestrine di provincia dando il loro contributo a questo giorno storico.

Dalla polvere delle serie minori, al purgatorio dorato della B d’eccellenza ai sei campionati di Legadue in crescendo. Meno di quattro mesi fa eravamo a giocarci la serie A in una palestra dove i tifosi non potevano nemmeno saltare, altrimenti dondolavano i canestri. Nessuno se lo dimentichi oggi al Pianella: servirà per scrivere al meglio una nuova pagina di quel libro “Cuore” che è la passione del basket a Pistoia.

Elisa Pacini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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