Italia
Lo scacco matto di Massimo Morgia
Con l’ingresso di Cecchi e Peluso più verve a centrocampo e incisività all’attacco
PISTOIA. Dopo circa un’ora di gioco durante la quale la Pistoiese non era ancora riuscita a trovare la chiave di volta della partita, un fin lì pensieroso Massimo Morgia ha mosso le sue pedine per il suo personale scacco matto alla partita: fuori gli spenti Buglio e Minincleri, dentro Cecchi, per dare verve al centrocampo, e Peluso, per garantire peso e incisività all’attacco. Due mosse importanti che hanno scosso definitivamente la squadra, lanciandola verso una meritatissima vittoria: «Quando il Gualdo ha riacciuffato il pareggio abbiamo dimostrato un grande cuore – spiega il mister – ricominciando a attaccare a testa bassa come se nulla fosse. Ma non solo, abbiamo condotto sempre la gara senza mai subire l’avversario – continua – una supremazia netta legittimata sciorinando buon gioco sfruttando il nostro maggior tasso tecnico. L’ingresso di Peluso ci ha garantito quella profondità che era mancata – dice – anche se già nella prima frazione abbiamo sfiorato a più riprese il gol del vantaggio». La doppietta decisiva è stata firmata da Carlo Bigoni, altra scommessa vinta dal tecnico che l’ha sempre visto bene nel ruolo di prima punta: «Lui è un grande giocatore per questa categoria – afferma – può fare qualsiasi ruolo là davanti, come dimostrano i quattro gol in tre partite».
Si può dire che la Pistoiese ha fatto suo uno scontro diretto, visto che il Gualdo Casacastalda è accreditata dagli addetti ai lavori come una delle pretendenti alla vittoria finale: «Non conosco gli effettivi valori di questo campionato – ammette – andiamo avanti di domenica in domenica, con la certezza di essere una squadra con dei valori non indifferenti». L’unica nota negativa è stata l’espulsione di “Baffo”: «Francamente non me la spiego – racconta – perché mi sono limitato a urlare “ma dai!” dopo un fischio dell’arbitro. Comunque la cosa non mi preoccupa – conclude – il mio vice sa benissimo quello che deve fare».
Alessandro Benigni
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