È Edward Daniel il quarto americano
Un’altra iniezione di gioventù e aggressività per la Tesi Group. Il lungo classe ’90 arriva dai Racers della Murray University
PISTOIA. Sembra uscito direttamente dal musical “Hair” tanti sono quei riccioli fluenti che invanotenta di tenere a bada con una fascia per capelli, evidente in tutte le foto che lo ritraggono. Ma i tifosi biancorossi non devono preoccuparsi: più che della sua chioma (per cui i tifosi americani hanno creato anche un profilo twitter dedicato) di Edward Daniel, che da ieri completa ufficialmente il reparto lunghi della nuova Tesi Group, nell'Ncaa si parla soprattutto come una specie di “ascensore” d'area, in grado di mettere aggressività offensiva e difensiva.
Il comunicato del Pistoia Basket che annunciava il suo ingaggio è arrivato con il sole del primo pomeriggio, ma il colpo era atteso da giorni, dopo il fallimento della trattativa con l'afro-americano James Mays. Si sapeva che la società aveva altre piste e l'accordo con il rookie classe '90, formato nella Murray State, da dove è uscito quest'anno con un'onorevole doppia doppia di media (punti e rimbalzi), è stato molto veloce. Daniel non è un lungo esperto come il diesse Iozzelli aveva fatto capire di voler mettere accando a JJ Johnson, ma ha convinto la società per le sue caratteristiche di grande atleta, che vanno ad inserirsi in un quintetto veloce, aggressivo e dinamico. Una squadra che lotti in campo e che possa contagiare con la sua intensità i tifosi: questo il liet-motif che lega tutti i nuovi americani.
«Avevo detto che per il lungo pensavamo ad un giocatore esperto – dice il direttore sportivo, Giulio Iozzelli – ma il mercato e le nostre esigenze di budget ci hanno fatto cambiare strategia, e non è detto che sia finita qua. Anche la guardia (unico tassello mancante dello starting five) potrebbe rispecchiare questo identikit».
«Daniel è un giocatore molto fisico – continua il diesse – un gran saltatore e rimbalzista, che entra in una squadra atletica, la matrice che abbiamo ricercato in tutti i nostri giocatori fin da Wanamaker. Una squadra tosta che lotti e metta molta intensità in campo».
Un quintetto giovanissimo che avrà nel terzetto sotto le plance (Daniel, Johnson e il supporto di Washington) un trio di esordienti in Italia, che però, sulla carta, possono servire una bella dose di schiacciate, stopponi e rimbalzi in ogni gara. Per la gioia dei tifosi. Tra loro, Daniel sarà il “rookie” puro, visto che fino alla scorsa stagione ha giocato in Ncaa con i “Racers”, i “corridori”, si direbbe in italiano, della Murray State, università del Kentucky, che, nonostante non sia tra i college più conosciuti, è comunque rappresentata dalla sua squadra di basket nella prima divisione del campionato universitario. 203 cm per 105 kg, nato il 13 giugno 1990 nel sud dell'Alabama, Daniel ha numeri impressionanti nonostante abbia le dimensioni più da ala che da centro. 128 presenze in Ncaa e una media di 7.3 punti a partita (12.3 nella ultima stagione), conditi anche da 5.6 rimbalzi (10 nell’ultimo campionato) e 1.2 stoppate. Reduce dalla Summer League di Las Vegas, a cui ha partecipato con la maglia degli Houston Rockets, dove Paolo Moretti l'ha visto, Daniel ha partecipato anche all'ultima rassegna primaverile di Poursmouth.
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