Il Tirreno

Pistoia

I playoff più inutili della storia

di Saverio Melegari
I playoff più inutili della storia

Per la Pistoiese in palio un’improbabile promozione e pochi spiccioli, a fronte di grandi spese

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PISTOIA. Sa benissimo Massimo Morgia quello che deve essere l’obiettivo della Pistoiese nei playoff di serie D che si apriranno a Massa: divertirsi. Per una volta non si andrà in campo con l’assillo di dover arrivare in fondo ad ogni costo, anche perché fare tutto il percorso fino all’eventuale finale comporta spese, oneri e viaggi dispendiosi. Anche perché questi playoff sono fini a se stessi e dovranno servire per capire quelli che saranno gli uomini dai quali ripartire nella prossima stagione che dovrà essere quella della svolta.

I soldi. Come detto, questo prolungamento di campionato non dà nessuna certezza di approdo in Lega Pro, ma serve per stilare l’ipotetica griglia dei ripescaggi qualora ce ne fosse bisogno (lo scorso anno non è successo). Per arrivare al traguardo finale, però, bisogna affrontare un percorso lunghissimo da sei partite in venti giorni e già mercoledì prossimo, ipoteticamente, si saprà la vincente dei playoff del girone D perché ci sarà il secondo match. E poi viaggi contro squadre o del profondo nord o del sud, in particolar modo Puglia o Sicilia, con incassi zero (al “Melani” non si giocherà mai) e soltanto in semifinale e finale, che si disputeranno in campo neutro, le due squadre si spartiranno l’incasso a metà. E se vinci tutto e non ti ripescano, alla fine ti ritrovi in tasca 30mila euro: non proprio cifre da far girar la testa.

Ripescaggio. Conviene davvero lottare strenuamente fino alla fine rischiando di dover affrontare, poi, una stagione ancora più difficile? Qualora la Pistoiese dovesse vincere i playoff e, puta caso, addirittura essere ripescata in Lega Pro, inizierebbero seriamente i guai. Innanzitutto la decisione si saprebbe soltanto i primi giorni di agosto con la squadra già in ritiro per disputare la serie D. Poi ci sarebbero da presentare le garanzie economiche: 400mila euro di fideiussione ordinaria, 300mila euro di seconda garanzia per le spese correnti, 100mila euro a fondo perduto. A quel punto ecco che il gioco si fa ulteriormente complesso. Dopo aver garantito 800mila euro, più o meno quanto speso da Ferrari nei due anni di serie D, ci sarebbe da costruire una squadra altamente competitiva. La prossima stagione, infatti, sarà l’ultima con la distinzione fra le vecchie C1 e C2 perché, dal 2014/15, si andrà verso la C unica a 60 squadre. Per far questo, dalla Seconda Divisione Lega Pro nel prossimo campionato retrocederanno in serie D ben 9 squadre per girone (due gruppi da 18) e quindi il rischio di ritornare al piano di sotto è enorme.

Stadio. Infine, ma non per ultimo, c’è la grana “Melani”. I progetti ambiziosi di nuovo stadio, per il momento, rimangono fermi e ci sarebbe da sopportare almeno una stagione lontano da Pistoia perché, così com’è, lo stadio di via delle Olimpiadi non supererebbe l’esame della commissione: ok per la capienza (1.500 spettatori per la 2° Divisione) ma pecca di tanti altri requisiti fondamentali. E allora via al torneo di fine stagione nel quale divertirsi e non pensare più di tanto al risultato.

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