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«Se Hicks va in campo nessun problema per la Tesi a Trento»

«Se Hicks va in campo nessun problema per la Tesi a Trento»

L’esperto coach Stefano Cioppi fa le carte del Final four «Pistoia favorita, ma occhio ai trentini padroni di casa»

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PISTOIA. Per due volte (nel 2009 con Soresina e l'anno scorso con Jesi) è stato finalista di Coppa Italia. In più Stefano Cioppi, uno dei tecnici con cui Pistoia si è incrociata di più dalla B1 alla Legadue tra Osimo, Cremona e Jesi (dove ha allenato fino a gennaio), è un allenatore molto preparato e che conosce bene tutte le squadre in campo. È lui a fare per “Il Tirreno”, le carte alle final four che da domani vedranno contendersi il trofeo Scafati, Casale Monferrato, Trento e naturalmente la Tesi Group. «In queste gare secche è difficile parlare di favoriti ma se Pistoia avrà Hicks...».

Coach, siamo alla vigilia delle finali di Coppa. All'inizio tutti la snobbano, poi tutti vogliono vincere.

«È vero. Io l'ho giocata tante volte ed è sempre stata un'esperienza molto bella. Nessuno la mette come obiettivo stagionale ma quando sei lì hai una gran voglia di vincere. Improvvisamente ti trovi in un'atmosfera piacevole e divertente».

Passiamo ai raggi X le duellanti, iniziamo dalla Tesi Group al vertice da inizio anno. Se l'aspettava?

«In questi anni, molti analisti all'inizio tendono a dimenticarsi di Pistoia. Non so perché molti la sottovalutano, sbagliando: Pistoia ha dimostrato di saper costruire bene le sue squadre. Di saper puntare su gruppo vero dove ognuno ha il suo ruolo. Sa scegliere persone, prima che giocatori, che sanno trasferire in campo, le loro qualità umane. Io sono un estimatore di Galanda, uno che si prende sempre le sue responsabilità. Un esempio di come ce ne sono rimasti pochi nel nostro basket anche al piano di sopra. Per quello che ha fatto finora, Pistoia non può che essere la favorita soprattutto se ci sarà Hicks».

Di Scafati, cosa deve temere?

«È una squadra pericolosa, soprattuto quando corre e gioca col quintetto piccolo. Se deve pensare invece va sotto pressione. In gare così, conta molto la gestione emotiva dell'incontro e Scafati è una squadra che si può esaltare tantissimo. È vero che, ad oggi, è in parte una sorpresa negativa: se ci pensate è costruita in modo ideale per la Legadue con Slay da cinque e Tavernari da quattro tattico. Probabilmente però gli è mancata la tranquillità».

Trento è la sorpresa di queste finali...

«La sua qualificazione da neopromossa è sorprendente ma devo dire che è arrivata in finale con pieno merito, visto che dall'inizio dell'anno è con i piedi nei playoff. I punti a suo favore sono l'esperienza di giocatori come Garri, Dordei ed Elder e la tranquillità con cui sta vivendo La prima esperienza in Legadue, senza esaltarsi con le vittorie, né deprimendosi nelle sconfitte».

In semifinale se la vedrà con una big come Casale Monferrato chi vede favorita?

«Trento avrà l'entusiasmo e un po' di pressione del giocare in casa, mentre Casale giocherà serena forte di un gruppo di italiani storici e di alto livello come Pierich, Malaventura e Martinoni. In più ha due americani che stanno impressionando. Come Trento, anche Casale è una società che non ha mai perso la serenità. Quando si è infortunato Green, ha dato ancor più fiducia a gruppo e staff. Non ha cambiato nulla e questo ha fatto la differenza».

Tra i singoli, chi potrebbe essere l'mvp?

«Tra gli americani punto su Green di Casale. Tra gli italiani, non voglio ripetermi, ma Galanda può fare sempre la differenza. Ma attenti a Malaventura».

Elisa Pacini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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