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Pistoia

Tesi Group vuole la Coppa Italia «Ma niente drammi in caso di ko»

di Saverio Melegari
Tesi Group vuole la Coppa Italia «Ma niente drammi in caso di ko»

Gek Galanda vede positivo: «L’importante è non caricarci di troppa pressione, sappiamo bene Possiamo giocarcela con chiunque. Nella gara con Scafati occhio a Slay, Baldassarre e Tavernari»

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PISTOIA. C’è chi lo chiama “arma letale” e chi lo vorrebbe avere sempre in squadra perché, nei momenti clou, è un allenatore in campo. E Giacomo Galanda vuole dimostrare che, anche nella Final Four di Trento, la Giorgio Tesi Group può contare su di lui per provare a portare a casa il trofeo. Ma, come dice Gek, senza fasciarsi la testa o fare drammi in caso di ko.

Un ruolo scomodo quello di Pistoia nel prossimo weekend: vi presentate da primi e favoriti, non è così Galanda?

«Più che la classifica, per me contano gli scontri diretti per capire chi può essere la più forte ed in campionato li abbiamo vinti tutti: questa è la spinta in più per noi mentre a sfavore gioca il fatto che si tratta di una partita secca e la pressione può aumentare, perché la gente si aspetta che non sbagliamo. Ho la convinzione, e succede anche nel calcio, che la Coppa Italia sia una cosa a parte e diventa difficile fare l’accoppiata con il campionato. L’importante sarà non caricarci di troppa pressione, ma sappiamo di potercela giocare con chiunque».

Vi presentate a Trento, però, con l’incognita della presenza o meno di Hicks. Per Pistoia potrebbe essere un problema?

«Non averlo in campo sarebbe un grosso problema perché è uno di quei giocatori che sposta, e non di poco, gli equilibri. Il nostro campionato è piuttosto particolare, non siamo quasi mai stati al completo e sono convinto che ancora non abbiamo espresso al massimo quello che è il nostro vero valore. Soprattutto dobbiamo migliorare nelle palle perse e nella maggior fluidità di gioco: in questa parte finale di stagione, saliremo di un piccolo gradino nel rendimento perché ne abbiamo le possibilità».

Veniamo agli avversari della due giorni a Trento: quali saranno i valori in campo secondo Galanda?

«È vero che, fra le quattro, Trento è quella che parte leggermente dietro ma ha il vantaggio di giocare in casa ed in manifestazioni del genere può avere il suo peso. Scafati sta vivendo un momento strano, ma nella partita secca può ritrovarsi, mentre Casale la vedo in forte ripresa oltre ad essere ben preparata e solida: sono loro, secondo me, i più pericolosi anche per il campionato, assieme a Barcellona».

Entrando più nel dettaglio della sfida di sabato contro la Givova, quali giocatori sono da temere maggiormente?

È un roster dal talento incredibile nei singoli che, se lasciati giocare, possono diventare molto pericolosi. Ho avuto la fortuna di stare accanto ad uno come Ron Slay, che è pericoloso sia vicino che lontano da canestro ed ha una intelligenza cestistica incredibile. E poi occhio al nostro amico Tavernari: non ha brillato finora ma sappiamo che può essere mortifero. Senza dimenticarsi di Baldassarre, che mi piace moltissimo ed è un talento che può arrivare in alto. Lo ha dimostrato nell’ultima giornata perché, da fuori squadra, è passato ad essere decisivo nel blitz di Veroli».

Cosa dovrà fare la Tesi Group per cercare la vittoria?

«Dovremo cercare di leggere al meglio le loro caratteristiche per fargli saltare i migliori ingranaggi che hanno. Inoltre ci sarà da capire se converrà di più impostare una partita basata sulla velocità oppure sulla gestione del ritmo: Scafati ama correre ma, se lo fa all’eccesso, può andare anche fuori controllo».

Chiudiamo col campionato: a 9 giornate dalla fine è lecito puntare al primo posto? «Le vittorie contro Trieste e Imola sono state delle prove di maturità superate perché, pur nella loro diversità, sono squadre che non ti regalano nulla. Il fatto di arrivare primi conta soltanto per la griglia playoff, e per questo dico che dobbiamo vincerne il più possibile e migliorarci dal punto di vista del gioco per poi essere ancora pronti per la post season».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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