Italia
«Con questo spirito andremo lontano»
La nuova Tesi Group, disposta a combattere dall’inizio alla fine, ha già conquistato il cuore del presidente Maltinti
PISTOIA. Tre vittorie nitide come il cielo a primavera. Tre squilli che hanno messo in fila l’ambiziosa matricola Ferentino, che hanno zittito il caldissimo PalaCredito e "messo in mutande" la blasonata Tezenis.
Se tre indizi fanno una prova, la squadra di Paolo Moretti non può che candidarsi al ruolo di protagonista assoluta di questo campionato. Roberto Maltinti prova ad andarci un po’ più cauto ma si sente che questa squadra lo ha già conquistato.
Presidente, tre larghe vittorie in tre gare. Cosa vuol dire?
«Vuol dire che abbiamo una squadra “tignosa”, nel senso migliore del termine. Una squadra che quando sbaglia un canestro si butta in difesa a capofitto. Una squadra dove giocatori dall’esperienza di Galanda e Toppo giocano gare commoventi come domenica, dove uno come Hicks si sbatte pur con un dito fasciato. Per non parlare di Alibegovic che si attaccato al suo marcatore come un mastino napoletano. Se riusciamo a far entrare lo spirito visto in queste gare nel dna di squadra, e sono convinto che Moretti ci riuscirà, ci toglieremo tante soddisfazioni. Inoltre credo che, se i nostri giovani hanno voglia di imparare, hanno l’allenatore e i compagni di squadra giusti».
Intanto, domenica Pistoia va al “Madison” di Piazza Azzarita, per lo scontro al vertice con Bologna: se lo sarebbe aspettato?
«Parlare di scontro al vertice dopo 3 giornate è esagerato. Chi ha 0 punti ora può vincere il campionato. E' una bella sensazione giocare un’altra gara così importante, contro una squadra a cui come noi inizialmente credevano in pochi e invece siamo qui. Comunque sono sicuro che Moretti da domani (oggi, ndr) in palestra martellerà i ragazzi per farli arrivare al match come se finora non avessero fatto nulla».
Cosa le è piaciuto di più del match contro la Tezenis?
«Non mi piace parlare dei singoli, ma devo dire Toppo e Galanda sono stati due pilastri, due simboli anche a livello di uomini-squadra. Mi è piaciuto come tutti hanno combattuto e, devo dire, che un po’ di merito ce l’ha anche la società che probabilmente fa sentire la gente a casa sua».
L'esempio più calzante sembra Cortese. Arrivato senza clamore e letteralmente esploso...
«Cortese è sempre stato un buon giocatore. Deve diventare un giocatore super e per ora ci sta riuscendo. Ci ha fatto vedere di esser davvero “un bianco con le gambe di un nero».
Anche i suoi “Redskins”, arrivati in massa al suo richiamo, non l’hanno delusa…
«Per chi ha conosciuto Cofax e Marione, il loro ricordo è stato molto bello. Ringrazio di cuore tutti, soprattutto Cristiano Rabuzzi che ha dato il via all'ideazione di questo momento».
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