Il presidio
Un urlo liberatorio che dà la vittoria
Sarà forse un caso, un segno del destino. Prima del fischio d’inizio, tutta la truppa azzurra, panchinari e massaggiatori compresi, si stringe in un caloroso abbraccio di pochi secondi, in cerchio,...
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Sarà forse un caso, un segno del destino. Prima del fischio d’inizio, tutta la truppa azzurra, panchinari e massaggiatori compresi, si stringe in un caloroso abbraccio di pochi secondi, in cerchio, sotto la tribuna. Un istante per ribadire un pensiero comune, un obiettivo unico da perseguire (e raggiungere) a tutti costi. Poi l’abbraccio si scioglie, ne viene fuori un urlo che squarcia il cielo sereno sopra il Porta Elisa. E dopo un paio di battimani, arriva già l’1-0. Sarà forse un caso, un segno del destino. Ma quell’abbraccio era la prima volta che lo vedevamo. Così come la vittoria. (l.s.)
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