Il Tirreno

Pistoia

«Abbiamo perso sulle palle inattive»

di Bernardo Carradori
«Abbiamo perso sulle palle inattive»

Gli arancioni giustificano la sconfitta con la sfortuna, ma patron Ferrari è severo: «Qualcuno non è stato all’altezza»

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PISTOIA. Sala stampa confessionale dopo la prima sconfitta, usciti dallo spogliatoio adibito a ''refugium peccatorum'', tutti i giocatori chinano il capo. Il più severo è proprio il padre- presidente Orazio Ferrari. «Già in partenza – afferma – mi sembrava un'impresa impossibile riuscire a vincere contro questa Mezzolara. Loro sono forti e per forza di cose siamo scesi in campo con una formazione rimaneggiata. Sul nostro centrocampo gravano troppi infortuni. Sinceramente poi quei giocatori che credevamo ci avrebbero dato sostegno non si sono dimostrati all'altezza. Siamo decimati sì, ma sono fiducioso sui giovani, ancora nulla è perduto». L'ex di turno Alberto Villa, nonostante l'aria fresca della vetta appena raggiunta, giura di non pensare ai risultati. Sarà vero? « Siamo stati bravi e fortunati – risponde Villa – ma non guardiamo affatto ai punti o a vincere il campionato. Il nostro obiettivo è restare in questa categoria. Alla Pistoiese auguro di arrivare davvero in alto perché se lo merita».

Uno dei migliori in campo e il più sincero della conferenza è Leonardo Paolicchi, che ammette: «Non ho novanta minuti nelle gambe, ma sto recuperando: diciamo che adesso potrei giocare per circa settanta minuti. Proprio per questo mi aspettavo di entrare dopo l'intervallo; è stata una sostituzione tecnica, non potevamo continuare con 2 esterni offensivi. Riguardo al match gli episodi sono stati fatali, anche se mi sento di dire che abbiamo fatto il possibile». Fabrizio Anzalone ha chiari i motivi che hanno precluso la vittoria, e promette di tirare le orecchie ai compagni. «Non si può dire – spiega il capitano – che la sconfitta sia dovuta alle assenze. Abbiamo una rosa talmente ampia che dobbiamo sopperire, detto questo potevamo di certo fare di più. Chiederò cattiveria ai miei compagni, quell'assalto dell'ultimo quarto d'ora andava intrapreso prima. A nostra difesa però dico che il Mezzolara ha avuto due sole occasioni, portando a casa due gol».

Questa domenica Gucci non è andato di moda, sostituito, Lazzaro invece è risorto, illudendo il Melani con quel gol che non è servito a ridar vita alla Pistoiese. «A mio avviso – commenta l'attaccante – siamo stati artefici di un ottimo primo tempo, mentre la ripresa è stata tutta in salita. Le loro individualità sono valide quanto le nostre. La sconfitta per fortuna non ha risvolti negativi: la classifica resta quasi inalterata e ci fa sperare». Lorenzo Cecchi appare invece un po' più pessimista: davanti al microfono recita un mea culpa collettivo per il suo centrocampo: «Abbiamo perso sulle palle inattive. Non sono bastate né le tante occasioni prodotte, né l'arrembaggio finale. Un'altra pecca è che a metà campo dobbiamo mantenere il possesso senza sbagliare tutti quei passaggi». Anche l'altro Lorenzo, Collacchioni, confessa i suoi (e altrui) peccati: «È stata una lotta di nervi, su quel calcio d'angolo dovevamo essere più vigili e marcare i tiratori dal limite. Gli episodi hanno premiato il Mezzolara. Tuttavia siamo sulla strada giusta, sono convinto che durante il campionato ci toglieremo grandi soddisfazioni». Si salva infine il portiere, magra consolazione quando si perde con due reti sul groppone.«La parata più difficile – dichiara Giona Fedele – è stata quella sul gran tiro da fuori area di Villa. l miei buoni interventi non contano, avrei preferito vincere. Non eravamo intimoriti, come sostiene qualcuno. Domenica andremo nel Mugello per riportare i tre punti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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