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Pistoia

Vent’anni fa l’ultima sirena per Giorgio “Cofax”

Vent’anni fa l’ultima sirena per Giorgio “Cofax”

Grazie al suo storico club fu l’uomo che fece divampare la passione per il basket a Pistoia

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PISTOIA. Vent'anni fa ci lasciava Giorgio “Cofax” Belluomini, l'uomo che a metà degli anni ottanta fece divampare la passione per il basket a Pistoia. Il suo bar di via Panconi per tre anni fu uno dei luoghi più frequentati della città: con lui, quelle quattro mura proprio di fronte all'Auditorium divennero il quartier generale del tifo organizzato biancorosso; il suo “Maltinti Cofax Club” (poi “Redskins”) accompagnò l'Olimpia Maltinti nell’indimenticabile galoppata verso la conquista della Serie A.

Giorgio se ne andò per colpa di una maledetta sbandata che fece impazzire la sua Rover sulla Firenze-Mare: da quella notte di vent’anni fa, alle centinaia di persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, insieme al dolore di aver perso un amico autentico, è rimasta la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di magico. Entusiasmo, generosità e profondo senso dell'amicizia sono solo alcune delle caratteristiche di un uomo dalle mille risorse che dalla sua amata Lucca si trasferì a Pistoia, dove fece qualcosa di più che aprire una semplice attività: il “Cofax” fu la scintilla, un melting pot dove oltre al basket si respiravano musica cinema e letteratura, il palcoscenico di innumerevoli goliardate e colpi di teatro che a ripensarci oggi vengono i brividi.

Sono trascorsi vent'anni ma la lezione di Cofax è sempre attuale: la “Biciclettata della Salute” ne è la testimonianza più eclatante, nondimeno la constatazione che i pistoiesi - anche i più giovani - continuino a chiamare “Cofax” quel tratto di via Panconi, quell'angolo di città che è anche luogo dell'anima. Come ama ricordare Alessandro “Kaifa” Gargini, una delle memorie storiche dell'epoca: «Noi che bastava un calzoncino caldo ed era festa. Noi che al bar imparavamo a vivere ed il 'Bar' lo apriamo ogni giorno dentro di noi». (g.c.)

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