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Pistoia

Appennino e Bagni di Lucca si fondono

Appennino e Bagni di Lucca si fondono

Manca solo una firma. La società montana si occuperà del settore giovanile

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CUTIGLIANO. «La passione dei dirigenti da sola non basta per fare una squadra, nemmeno nel calcio dilettantistico. All'Appennino, anche se a malincuore, abbiamo dovuto fare i conti con una realtà che parla di disinteresse delle istituzioni e difficoltà a creare seguito di appassionati e tifosi». Non lascia spazio a malintesi il commento di Mauro Bisacci, segretario e dirigente dell'ormai scomparsa Unione Calcio Appennino Pistoiese. Martedì scorso i dirigenti della società amaranto si sono incontrati con quelli dello Sporting Bagni di Lucca per mettere nero su bianco i termini della fusione. Per l'ufficialità manca ancora la ratifica federale, ma si tratta di una pura formalità. La trattativa con la società garfagnina era stata avviata a campionato ancora in corso, in seguito si sono fatte strada altre candidature e nuove ipotesi più o meno percorribili ma la soluzione Bagni di Lucca è sempre stata la più accreditata. La nuova società dovrebbe chiamarsi Sporting Club Appennino, due dirigenti (si fanno i nomi di Spinicci e Tonarelli, anche se fino alla prossima settimana niente sarà deciso) entreranno a far parte del consiglio direttivo ma al solo scopo di accompagnare la fusione verso la completa acquisizione del titolo sportivo da parte dei lucchesi.

Con questa operazione il gruppo dirigenziale che fa capo a Gustavo Reggiannini chiude l'esperienza dell'Appennino – sette anni senza mai una retrocessione - per ripartire da Gavinana (quartier generale il campo sportivo «La Ramoscina») con una nuova società, il cui presidente potrebbe essere l'attuale vice Francesco Catani. Il sodalizio si concentrerà esclusivamente sul settore giovanile, ma non è esclusa la possibilità di iscrivere una prima squadra in Terza Categoria. Tutto però è legato all'esito delle trattative con una parte della dirigenza dell'Intercomunale Montagna. «Stiamo valutando se creare una sinergia», spiega infatti Bisacci. Il che significa che la fusione appena avvenuta potrebbe non essere l'ultima, ma in montagna ormai ci sono abituati. (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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