Tutta la Pistoia Abetone ha applaudito Carla Leporatti
PISTOIA. Ha ricevuto l'applauso più caloroso di tutta la Pistoia-Abetone, quando i primi ultramaratoneti erano già sotto la doccia e alla spicciolata stavano sfilando i partecipanti alla prova di...
PISTOIA. Ha ricevuto l'applauso più caloroso di tutta la Pistoia-Abetone, quando i primi ultramaratoneti erano già sotto la doccia e alla spicciolata stavano sfilando i partecipanti alla prova di fitwalking in arrivo da San Marcello. Carla Leporatti, pistoiese, reginetta dell'atletica a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, è uno dei miti incrollabili della manifestazione: l'ha vinta per quattro volte, un record che nessuna atleta è ancora riuscita a battere. Domenica scorsa, all'insaputa di molti ha deciso di farsi rivedere in piazza delle Piramidi con il gruppo della camminata sportiva. Sempre nel suo stile, pochi fronzoli e niente clamore. Ma al suo arrivo non è passata inosservata, i vecchi amici della “Silvano Fedi” e i tanti appassionati presenti l'hanno riconosciuta subito. Salvo una fugace apparizione nel 2004 per una premiazione, nessuno l'aveva più vista dalle parti dell'Abetone dalla sua ultima partecipazione ufficiale.
«Anche se di questa gara conservo dei ricordi bellissimi – spiega – solitamente preferisco tenermi in disparte per evitare la sofferenza di dover rimpiangere il passato. Ma oggi sono contenta, è stato bellissimo rivedere persone che non vedevo da più di vent'anni. Non me l'aspettavo, ringrazio tutti per l'accoglienza».
E dire che qualche giorno prima della gara non aveva nemmeno in programma di esserci. «Io sono così – prosegue – un po' imprevedibile. Giovedì io e mio marito ci siamo detti: 'E se andassimo all'Abetone?. Detto fatto, ci siamo iscritti e domenica mattina ci siamo presentati a San Marcello con gli altri».
Oggi una camminata, e il prossimo anno? Per le lunghe distanze l'ultimo dei problemi è l'anagrafe. «Ho detto che sono imprevedibile – risponde al volo – e forse anche un po' pazza. Quindi non mi sento di escludere nulla, chissà... Certo, oggi è cambiato tutto, le ragazze tengono andature davvero notevoli e mi sentirei un po' spaesata. Le vedi correre da tutte le parti, ai nostri tempi eravamo poche appassionate di podismo. Quando mi allenavo per le lunghe distanze insieme ai colleghi maschi, tutti mi guardavano storto. Una volta mi son sentita dire che sarebbe stato meglio se fossi andata a rigovernare i piatti! Quanti sacrifici, a volte mi chiedo chi me l'abbia fatto fare».
Sacrifici ripagati, stiamo parlando di una carriera da atleta di tutto rispetto. «Diciamo che non ero una schiappa – sorride – sono arrivata a piazzarmi quattordicesima assoluta tra le azzurre di maratona».
Quindi rifarebbe tutto... «Naturalmente, e sempre con lo stesso credo: non accontentarmi mai».
Giacomo Carobbi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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