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Torna a casa il fisioterapista del Milan

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Stefano Grani in vacanza a Casalguidi: «È stata un’annata pesante»

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CASALGUIDI. Da qualche giorno sono iniziate le ferie anche per Stefano Grani, il fisioterapista e massaggiatore sportivo di Casalguidi da due anni professionista dello staff del Milan allenato da Massimiliano Allegri. Sono ferie sulla carta, ma di fatto Grani gran parte delle sue giornate (almeno per ora) le trascorre nel suo nuovo studio "terapia manuale", situato a Casalguidi in via Pollacci 38. E' li che riceve bambini, giovani e meno giovani; tutti, o quasi, con vari problemi agli arti. C'è anche chi passa da Grani solo per un saluto e sono molti perché Stefano, come suo padre Vittorio, a Casalguidi è molto conosciuto e stimato. Il quarantaseienne Stefano Grani infatti aveva iniziato a massaggiare i primi muscoli insieme a suo padre sulla panchina dell'allora Us Casalguidi.

E poi, dopo tanto cammino (Pistoiese, Livorno, Sampdoria, Giovanili Juventus, Cagliari) è arrivato a varcare il cancello di Milanello. Ora insieme a sua figlio Lorenzo e alla sua compagna Giulia si gode questi meritati momenti. «Sensazioni bellissime – conferma Grani – anche se il lavoro spesso non ti fa provare fino in fondo il piacere di essere in una società eccellente». E queste parole dimostrano quanto il fisioterapista casalino tenga al suo lavoro, ad applicarsi cioè con volontà e professionalità con chiunque si trovi davanti. Chi conosce la famiglia Grani, sa quanto per Stefano sia stata importante la scuola del padre Vittorio, infermiere professionale in pensione, ma sempre molto attivo nel volontariato della Misericordia di Casalguidi. Nel secondo anno di attività nell'ambiente rossonero, qualcosa è cambiato anche per Grani.

«Quello appena conclusosi, è stato sicuramente un anno molto più impegnativo per diversi motivi – precisa – Primo perché eravamo la squadra che aveva vinto lo scudetto e quindi per riconfermarsi è stato tutto più duro. E' normale poi che qualcuno si aspetti anche qualcosa di più. Di conseguenza anche le varie competizioni diventano più impegnative. Infine, ci sono stati molti infortuni non tutti legati agli impegni ma anche all'età di alcuni giocatori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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