Il presidio
Tesi Group torna in campo con l’obbligo di vincere
Al PalaCarrara (ore 20,45) il terzo e ultimo tentativo contro Brindisi per ribaltare la doppietta negativa in terra pugliese e sperare nella promozione
PISTOIA. Non è finita finchè non è finita. Le parole di Dwight Hardy dopo gara2 sono state il leit motiv della vigilia a gara3 per la Pistoia baschettara che, stasera, nel round casalingo della finale promozione (PalaCarrara, ore 20,45), è pronta a stringersi intorno alla Tesi Group nella gara del dentro o fuori. Un match difficile per la forza dell'Enel che arriva forte del 2-0 per strappare la vittoria- promozione e di un'identità da big acquisita strada facendo e nutrita dall'innesto playoff di Gibson. Una gara dura per entrambe le squadre e, soprattutto per Pistoia obbligata a vincere per provare a non fare la comparsa in questa finale, a sole 48 ore da gara2 e un trasferimento complicato com'è quello dalla Puglia da fare. Il tutto dovuto ad un calendario irragionevole (3 giorni tra le due gare brindisine, 2 per lo spostamento in Toscana) per la serie decisiva dei playoff.
Passo avanti. Tant'è. La Tesi Group cercherà per l'ennesima volta in questa stagione di fare di necessità e virtù, gettando sul campo amico la rabbia che i giocatori hanno dimostrato di avere alla fine di gara2 dove Brindisi non è sembrata irraggiungibile e Pistoia sa di aver messo del suo per agevolare le scorribande degli ottimi Gibson e Renfroe. Le prime due partite hanno detto che, per fermare l'Enel, ci vuole un passo avanti rispetto alla pur prova generosa di domenica. Lo sa anche Paolo Moretti. «Torniamo a casa con uno 0-2 che è un fardello pesante – dice il coach biancorosso – ma domenica abbiamo avuto una reazione che ci ha fatto capire che possiamo giocare alla pari con Brindisi».
Certo è che gli errori dovranno diminuire. «Abbiamo perso troppi palloni – continua Moretti – contro una squadra come l'Enel, le palle perse sono "mortali».
Ci vorrà più attenzione, più difesa (troppi i 30 punti subiti nel terzo tempino) e un sussulto d'orgoglio da parte di chi in questa finale ha finora marcato visita. L'irriverenza lucida di Saccaggi, la grinta di Gurini sono caratteristiche indispensabili perché la Tesi Group possa esprimersi sui suoi livelli, insieme ai punti di Hardy che stasera vorrà dimostrare che non si è "mvp" del campionato per caso.
Effetto PalaCarrara. Un po' di pressione ci sarà, come è normale per una gara-ultima spiaggia ma per spazzarla via c'è bisogno dell'occhio della tigre di giocatori "capaci di grandi imprese" come ha detto Gek Galanda a fine gara2, che sanno combattere nonostante un quadro tutto avverso come finora è stato quello della finale per l'A1.
La sensazione è che nei 20' iniziali di gara1 (prima della deriva) e nella seconda parte di gara2 (quella del break Enel), alla Tesi Group sarebbe bastata una molla per venire fuori nel suo vero valore. Invece un pallone danzato sul ferro ed uscito (anche in gara2 tanti gli errori al tiro), un contropiede (vecchia specialità biancorossa sconosciuta al PalaPentassuglia) non finalizzato, un fischio sacrosanto che non è mai arrivato (leggasi la spallata di Borovnjak a Galanda) alla lunga hanno fatto innervosire Toppo e soci.
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