Il Tirreno

Pistoia

il pubblico

E sugli spalti “Noi Hardy, voi Ghiacci”

Striscioni e cori in un PalaCarrara che non teme confronti

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PISTOIA. Da “Noi Hardy, voi Ghiacci” fino al classico “Vogliamo andà a Brindisi”. Due striscioni in toscanaccio tra i tanti che hanno colorato il PalaCarrara “da brividi”, come ha detto il presidente Roberto Maltinti a fine gara. Sì perché l’entusiasmo di una gara così importante, la porta d’accesso alla finalissima, non ha solo stimolato la partecipazione dei pistoiesi (3.800 il dato ufficiale dei presenti, ma a 4.000 mancava davvero poco) ma anche la creatività. Tanti, colorati e spiritosi cartelli per un palazzetto che non teme confronti nel basket italiano e che si proietta alla “sfida” con l’unico vero rivale in categoria, il PalaPentassuglia di Brindisi.

Diversi striscioni erano dedicati ad Andrea Ghiacci, graziato in gara4 dai grigi, dopo la reazione all’antisportivo di Tavernari, per poi finire tra i migliori in campo. Domenica, sarà stato l’effetto PalaCarrara, Ice non è pervenuto. In molti non hanno dimenticato l’infelice “gentaglia” udito qualche gara fa, ancor più stridente con la cornice di domenica. Tanti poi hanno messo su carta l’amore per una squadra che tiene in scacco i cuori degli sportivi: il cartellone “I love Pt” che aleggiava sullo spicchio biancorosso di curva Firenze attaccato ad una pianta, forse per omaggiare lo sponsor di quest’anno. Su tutti poi, come sempre, la Baraonda, che ha scaldato l’ugola cantando spassionatamente l’inno di Mameli dopo l’ennesimo guasto al cd.

Così è se vi pare, signori del basket. Benvenuti nella piccola Salonicco d’Italia, martedì 12 si replica. (e.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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