Il Tirreno

Pistoia

«Come vent’anni fa con quell’entusiasmo che ci regalò l’A1»

di Saverio Melegari
«Come vent’anni fa con quell’entusiasmo che ci regalò l’A1»

Il nuovo sogno della Tesi Group visto da Luca Bonistalli voce storica del basket pistoiese e tifoso biancorosso

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PISTOIA. «Oggi, come venti anni fa, rivedo una notevole esplosione d’interesse intorno al basket in città: allora servì per andare in A1 e chissà che adesso sia di nuovo utile per regalare un nuovo sogno».

All’indomani dell’incredibile partita vinta dalla Giorgio Tesi Group contro la Trenkwalder Reggio Emilia, a parlare così è Luca Bonistalli, voce storica del basket pistoiese e, soprattutto, tifosissimo della Tesi Group: epiche le sue telecronache dall’Auditorium e le radiocronache fino ad un paio di anni fa. Adesso fa il semplice tifoso «ed è un godimento totalmente diverso». «Fare paragoni con l’Olimpia è difficile – racconta Luca Bonistalli – anche perché quella era una squadra costruita per vincere, questa no. Ovviamente adesso tutti speriamo di poter raggiungere il traguardo più importante, anche perché questa Tesi Group ha dimostrato di poter vincere con chiunque, nonostante adesso siano rimasti in sei: l’unico rammarico è non poter giocare l’ultima partita visto che riposiamo: l’ennesima assurdità del basket moderno».

Ma la mente va sempre a quanto successo domenica al “PalaCarrara”: un catino ribollente con 3.700 persone che, dal primo all’ultimo secondo, hanno perso voce e chili pur di portare Pistoia in trionfo.

«Da libraio – prosegue Bonistalli – dico che se uno come Oliver Sacks fosse stato sugli spalti avrebbe trovato nuovo materiale per i suoi studi neurologici: come si può passare dal prendersela con Bobby Jones per gli errori del primo tempo e, solo pochi secondi dopo, ricoprirlo di abbracci per aver trasformato l'impossibile in possibile? E’ da ottobre che i tifosi hanno creato un legame simbiotico con la Tesi Group, accettando pregi e difetti che, in definitiva, vuol dire riconoscere i propri limiti e la capacità di superarli. Ma l’emozione più grande di questa domenica – conclude Luca Bonistalli – è quella di rivedere giocatori che hanno fatto la storia del basket pistoiese riuniti per i motivi più diversi sotto il tetto comune, per ricordare chi non c'è più e incoraggiare chi oggi ci mette la faccia e i soldi: questo dà la dimensione di ciò che è oggi il movimento cestistico pistoiese. Di applausi ne arriveranno altri, perché il campionato è ancora lungo, più degli anni scorsi».

Tutto questo senza dimenticarsi il grande lavoro della Baraonda che, con il suo “AndiAmoci” prima della gara, ha spinto i leoni biancorossi verso una nuova impresa. Che, a questo punto, non potrà essere l’ultima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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