Il Tirreno

Pistoia

Becciani plaude al Palacarrara «Mario ha dato tanto alla città»

di Elisa Pacini
Becciani plaude al Palacarrara «Mario ha dato tanto alla città»

Il presidente onorario del Pistoia Basket ricorda il compianto amico e il suo ruolo decisivo nella nascita dell’impianto sportivo di Sant’Agostino che domenica gli sarà ufficialmente intitolato

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PISTOIA. Un’amicizia di cinquant’anni non si racconta in poche decine di righe, soprattutto se chi parla è Piero Becciani e il ricordo è dell’amico Mario Carrara, a cui domenica verrà intitolato il Palafermi. E il ricordo del passato, gli anni in cui Becciani e Carrara trasformarono una passione viscerale, nata tra l’Auditorium e il Cofax, in un movimento vero in città, contribuendo fattivamente alla costruzione del palazzetto di Sant’Agostino, non può non sfondare nel presente. Nella riflessione insieme al presidente onorario del Pistoia Basket 2000 su come uscire dalla precarietà economica che avvolge uno sport che fa battere il cuore di Pistoia ma che è tirato avanti da un gruppo di dirigenti nonostante la poca collaborazione di quel mondo imprenditoriale a cui già l’anno scorso, lui stesso, si era appellato.

«Conobbi Mario Carrara nel 1958 – racconta Becciani – Il mio è il ricordo di un amico carissimo, con cui ho condiviso tanto. Lo ricordo con affetto e rimpianto. Lui si avvicinò al basket tramite suo fratello Giuliano, io allora ero presidente. Si infervorò così tanto che nacque la sponsorizzazione Kleenex. Poi lui diventò presidente e io amministratore delegato. E insieme abbiamo fatto il palazzetto. L’idea fu di Ivo Lucchesi, che era presidente della Provincia. Io e Mario collaborammo con una quota nella spesa, che venne ripartita tra Comune, Cassa di Risparmio e privati che, unico caso nella pallacanestro italiana, pagarono un terzo della spesa, assumendosi diversi oneri. Il Comune mise a disposizione il terreno, in parte aiutò la Cassa di Risparmio, ma i privati ebbero un ruolo determinante. Chi l’avrebbe gestito altrimenti? Io non ci ho dormito per diverse notti. Credo sia logico che il palazzetto sia intitolato a Mario, per quello che ha dato a Pistoia nello sport e come imprenditore, nella sua modestia, che l’ha sempre contraddistinto».

Che presidente era Mario Carrara? Aveva dei pupilli tra i giocatori che sono passati negli anni della sua dirigenza?

«Bryant e Douglas in A2, con Crippa. Quando andammo in A1 avevamo una delle squadre più forti del campionato, finimmo in una buona posizione, ma era una squadra che poteva benissimo arrivare tra le prime 5. Una squadra che mi ricorda quella di ora. Poi arrivarono Binion , Dan Gay, poi Minto e tutti gli altri».

Quella attuale è una stagione molto positiva per il Pistoia Basket però, come sottolinea Becciani, si scontra con una situazione economica societaria lontana dall'esser consolidata. L’anno scorso Becciani si era appellato alla città affinché supportasse la società, ma dopo 14 mesi la situazione è la stesa.

«Manca la collaborazione – dice il presidente onorario biancorosso – Per esempio, alla Camera di Commercio abbiamo proposto più volte di portare al palazzetto le proprie aziende, per mettere in vetrina i loro prodotti tipici davanti a 3000 persone. Gli abbiamo chiesto un piccolo contributo per mettere uno striscione e non hanno mai collaborato. Il gruppo di dirigenti del Pistoia Basket è mosso dalla passione, come lo sono sempre stato io, ma sono sempre gli stessi e si possono stancare, mentre gli imprenditori e le associazione non fanno niente. Nelle cose bisognerebbe crederci un po’ di più. Rinnovo l’appello alla politica e agli imprenditori affinché aiutino il Pistoia Basket ad andare avanti, perché non è facile farlo vivere».

Anche il Comune potrebbe far di più a sentire Piero Becciani, soprattutto nella storia dell’acquisizione del palazzetto, l’ultima proposta arrivata da via Fermi per garantirsi maggiori entrate in futuro.

«Dipende molto dal Comune, che non se ne fa di nulla: dovrebbe venderlo ad un prezzo accessibile, rimanendo magari dentro alla società con una quota di minoranza che gli dia il diritto di utilizzarlo per proprie manifestazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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