Sì alla riforma ma nulla di fatto sull’ipotesi dilettantismo
PISTOIA Doveva essere la prima tappa per l'auspicata quanto tribolata riforma dei campionati e così è stato, anche se il verdetto del Consiglio Federale tenutosi a Roma ha dato solo un'infarinatura...
PISTOIA
Doveva essere la prima tappa per l'auspicata quanto tribolata riforma dei campionati e così è stato, anche se il verdetto del Consiglio Federale tenutosi a Roma ha dato solo un'infarinatura generale, con molti punti restano in sospeso.
L'assemblea presieduta da Dino Meneghin ha stabilito che nella prossima stagione la serie A sarà composta da 18 squadre, nel 2013/2014 scenderanno a 17 e nel 2014/2015 a 16. Sulla LegaDue per ora si dice solo che dal 2013/2014 sarà composta da due gironi formati ciascuno da 16 squadre, e ci sarà un terzo campionato con quattro gironi. Un verdetto in parte atteso con una nuova Legadue che partirà tra due stagioni, ma senza nessun riferimento al dilettantismo, né al fatto che i due gironi in questione siano legati o indipendenti. La sensazione è che molta acqua dovrà passare sotto i ponti visto che il consiglio ha nominato una commissione con i rappresentanti di tutte le componenti coinvolte per approfondire normative e tempi riguardanti l'assetto deliberato entro la riunione di aprile.
I nodi che dovrà dipanare sembrano due: quello relativo al dilettantismo, su cui la Legadue è divisa (Pistoia è schierata sul fronte del sì, Reggio Emilia e Jesi ad esempio del no), e dei tesseramenti. (e.p.)
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