Italia
«Le mie sfide al massimo grazie a fede e famiglia»
Esordio col botto nella Tesi Group per l’italo-brasiliano Jonathan Tavernari con punti, rimbalzi e un incitamento continuo a squadra e compagni
di Saverio Melegari
PISTOIA
C’era curiosità nel vedere il debutto di Jonathan Tavernari. L’italo-brasiliano, arrivato a Pistoia ad inizio settimana, aveva pochi giorni di tempo per ambientarsi e, soprattutto, i dubbi erano sulle sue reali qualità offensive, visto che, a parte qualche piccolo spezzone di partita a Biella, in A1, era da più di un anno che non giocava con continuità.
Ma la “prima” del numero 45 della Tesi Group è andata al di sopra delle più rosee aspettative, con 16 punti e 5 rimbalzi.
Jonathan, un esordio col botto, dandoti da fare per la squadra e siglando bombe importanti?
«Meglio di così non potevo iniziare la mia avventura qui a Pistoia, ma la cosa più importante era prendere due punti, fondamentali per rimanere in alto in classifica e lavorare durante la settimana con ancora più serenità. Un po’ di emozione all’inizio c’era, anche perché è passato tanto tempo dall’ultima volta che sono stato in campo così a lungo. Accettando di venire a Pistoia ho detto a me stesso di sfruttare al massimo ogni opportunità che il coach mi concederà ,perché voglio aiutare la squadra».
Quello che ha stupito il pubblico è stata la tua esuberanza al tiro ed il fatto di non pensare più di tanto su cosa fare quando hai il pallone in mano: girarsi verso il canestro e bombardare. Non è così?
«Conosco il mio carattere e per prendere fiducia in me stesso devo sentirmi caldo fin dal primo istante che metto piede sul parquet ,e, per farlo, è necessario tirare fin da subito. Ma tutto questo non sarebbe possibile se ad aiutarmi non ci fosse la mia fede, mia moglie e la mia famiglia, che in ogni istante mi ricordano sempre chi sono e ciò che devo fare».
L’altro aspetto che ha colpito tutti è quello di incitare compagni e tifosi ad ogni azione ben riuscita, un qualcosa che si vede fare a chi è in una squadra da una vita e non al debutto.
«E’ nel mio carattere affrontare le sfide con il massimo dell’emotività, anche perché è nella cultura dei brasiliani, o comunque dei paesi latini, di non tenersi tutto dentro e dare la giusta carica ai compagni ed ai tifosi, che ci hanno sostenuto per tutto il match. Ma per me non è una novità, basta vedere un mio video al college e facevo esattamente le stesse cose. Abbiamo bisogno di emozionarci per rendere al meglio, ancora di più quando siamo in casa».
Tavernari che sceglie il 45 per giocare: numero insolito.
«Il mio numero preferito è sempre stato il nove, lo stesso che aveva mia madre quando giocava a basket. Poi, nell’ Ncaa è consentito giocare solo con numeri che finiscono in 0 o 5 e quindi ho scelto il 45, perché facendo la somma viene fuori nove».
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