Rugby Pistoia, dopo il clamoroso abbandono
Caciagli: ecco le ragioni dell'addio di Materazzetti
G.Carobbi
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PISTOIA. «Non c'è stato nessun complotto. Non potevamo permettere che un diverbio tra due persone finisse per rovinare il movimento rugbistico a Pistoia. È per questo che abbiamo scelto di non prendere posizione: prima di tutto perché certe decisioni può prenderle solo il presidente, e poi perché speravamo che il tempo ridimensionasse il problema. Così non è stato, e l'unico che poteva sbloccare la situazione era Materazzetti. Ora prendiamo atto e andiamo avanti». Raffaello Caciagli, vicepresidente del Rugby Pistoia, interviene così dopo l'addio definitivo di Umberto Materazzetti alla società. I due litiganti a cui Caciagli si riferisce sono il presidente-coach dimissionario e Giuseppe Del Pio, tre-quarti ex Perugia, al primo anno a Pistoia. «Ci tengo a far presente - prosegue Caciagli - che all'interno del consiglio il rispetto nei confronti di Materazzetti non è mai venuto a mancare. Quando ho ritenuto opportuno far presente che non condividevo certi aspetti della gestione della società l'ho fatto rassegnando io stesso le dimissioni, ma non certo per tornaconto personale». Materazzetti e Del Pio erano entrati in rotta di collisione già ai primi di settembre, durante la trasferta di precampionato a Cesena. Da quel momento in poi i rapporti tra i due si sono fatti sempre più tesi, fino alla decisione di Materazzetti di farsi da parte. Con l'allontanamento di Del Pio, il coach era tornato sui suoi passi, ma il tira e molla è andato avanti fino all'autodeclassamento del Mate e al conseguente reintegro di Del Pio, l'unico in possesso dei requisiti per assumere la guida tecnica della squadra. Ma la convivenza forzata non ha funzionato, e Del Pio diventerà a tutti gli effetti il nuovo coach del Rugby Pistoia. «I ragazzi vanno in campo a prendersi le botte insieme a lui - spiega Caciagli - sono compagni di squadra. È normale che con il tempo i ragazzi si siano ricompattati. Sarebbe stato un peccato se lo spogliatoio si fosse disgregato a causa di una questione squisitamente personale. L'ambiente è sano, abbiamo un settore giovanile che sta crescendo: alla lunga questi malumori rischiavano davvero di rovinare tutto. Sono contento che Umberto voglia fondare una nuova società - conclude - farà solo del bene al movimento della palla ovale nella nostra città».
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