Il Tirreno

Pistoia

«La difesa conterà sempre di più»

Elisa Pacini
Il direttore sportivo della Giorgio Tesi Group Giulio Iozzelli
◗
Il direttore sportivo della Giorgio Tesi Group Giulio Iozzelli

Giorgio Tesi, Iozzelli prevede un campionato all'insegna del corpo corpo

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Paragonato al PalaTriccoli di Jesi, il PalaFerraris di Casale Monferrato, dove l'anno scorso Varnado interruppe un digiuno storico per i colori biancorossi, è un campo amico di Pistoia. Il ko di domenica è stato il quarto in quattro campionati sul campo della Fileni, un palazzetto caldo a differenza di molti della "nuova" Legadue.  Qui la Giorgio Tesi Group ha steccato l'esame di maturità da capolista. Nessun dramma, anche se le parole di Paolo Moretti nel dopo gara («Sindrome da pancia piena» o «Sciolti come neve al sole dopo 30'») hanno fatto capire che, oltre al risultato, la prova della Gtg ha deluso. Segno che, come dice il direttore sportivo Giulio Iozzelli, bisogna continuare a lavorare.  Iozzelli, si può parlare di passo indietro?  «Si è perso, quindi per forza abbiamo fatto un passo indietro. In trasferta finora abbiamo fatto due vittorie e due sconfitte. Imola è stata la più negativa, Brindisi la migliore, ma le ultime due (Sant'Antimo e Jesi, ndr) sono state gare molto simili. In trasferta è più difficile mettere in pratica ciò che si prepara in settimana. A Sant'Antimo abbiamo vinto grazie a prestazioni positive dei singoli - vedi i 44 punti di Hardy - mentre domenica abbiamo avuto due o tre situazioni in cui prenderci l'inerzia e non ci siamo riusciti. Fuori casa nel finale tutto si complica. So che sembra il solito ritornello ma è un campionato equilibrato e penso che dovremo prepararci ad un grande equilibrio anche nelle gare casalinghe dove finora così non è stato».  E' giusto dire che la squadra fa fatica nelle gare punto a punto, come nei ko di Imola e Jesi?  «No, perché a Brindisi eravamo sotto di 10, l'inerzia era completamente nelle loro mani e abbiamo rimontato. Lì siamo stati bravi ma ci vorrà ancora tempo per capire le vere capacità e lacune di questa squadra».  Un altro dato che accomuna i due stop è che sono arrivati nelle gare in cui Pistoia ha segnato meno di 70 punti. Per vincere la Gtg deve segnare molto?  «E' vero fino ad un certo punto. Questa squadra ha capacità realizzative, ma se si pensa che il trend sia fare 90 punti per vincere, è sbagliato. Più in là che si va con il campionato e più c'è bisogno di intensità difensiva. A Jesi in difesa non siamo stati un colabrodo, visto che gli ultimi 10 sono arrivati nei secondi finali. Io penso piuttosto che se si segna poco, in trasferta è sempre difficile vincere. Per le gare in casa, dovremo lavorare per vincere anche quelle a punteggio basso, ora che incontreremo tutte le squadre più forti».  Jesi era un'esame mentale per la capolista. Si può parlare di bocciatura?  «Nell'approccio no, perché siamo partiti bene e abbiamo condotto il primo tempino. Probabilmente le squadre molto forti ed esperte invece che riuscire a fare un gap di 7-8 punti, lo fanno di 15, e noi lì siamo stati un po' superficiali. Ricordiamoci che questa squadra è costruita per un campionato discreto. Abbiamo qualità e limiti, dovremo cercare di ridurre al minimo quest'ultimi, perché vedremo sempre più gare così combattute. L'importante è continuare a lavorare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani