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Bobby Jones, l'uomo in più della Gtg
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A sinistra Stefano Michelini a destra Bobby Jones Anche coach Michelini plaude ai biancorossi dopo la vittoria su Brescia
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PISTOIA. La Giorgio Tesi Group guarda dall'alto le avversarie e non deve aver paura di soffrire di vertigini. A dirlo è Stefano Michelini, esperto coach bolognese, da due anni commentatore della Legadue per Raisport, che punta sull'equilibrio di squadra come miglior qualità e su Bobby Jones come uomo in più della Tesi Group. Michelini, cosa ha detto la vittoria della Tesi Group su Brescia? «Io credo che dopo un anno in cui la squadra era posta al servizio di due giocatori (Forte e Varnado), questa Pistoia ha equilibri precisi basati sull'asse portante play-pivot, Mathis-Galanda, due che conoscono il mestiere e due personalità positive. In mezzo c'è la funzione di un equilibratore come Bobby Jones, il primo giocatore che prenderei ovunque vado ad allenare. Loro permettono ad Hardy di essere una variante per la squadra perché questo nucleo dà grande equilibrio». Il rookie finora sta convincendo. Pistoia vincerà la sua sfida del dopo Varnado? «Osserviamo una cosa. Non ho quasi mai visto Hardy costruire il gioco. Questo perché lui è un giocatore velocissimo e se dovesse giocare sui contatti, probabilmente per ora farebbe fatica. Gli altri costruiscono l'equilibrio e su questo Hardy si esprime al meglio. C'è da dire che in Italia quest'anno tanti rookie non stanno facendo bene al contrario di Hardy che, prima di tutto, viene da un'università prestigiosa come St. John, secondo, mi sembra un giocatore molto tranquillo e, terzo, ha intorno a sé un equilibrio ideale. Pistoia sta facendo un buon lavoro». Il primato in classifica fa sognare i tifosi. Visto ciò che il campionato ha espresso finora, non si può dar loro torto... «Pistoia è una squadra ben costruita e secondo me può puntare ai primi posti, come Reggio Emilia. Certo che oltre a Brindisi e Barcellona, che sono altre due big, oltre a Veroli, che ora ha problemi di chimica, ne salteranno fuori altre, vedi Scafati, che è una squadra da tener d'occhio. Certo che, in questo momento, bisogna pensare a crescere gara dopo gara. Con il quintetto, crescono anche gli altri, cresce Yango e cresce Saccaggi». L'enigma biancorosso sono le rotazioni corte. L'obiettivo deve essere consolidare almeno quelle ad otto come contro Brescia? «Io penso che ci arriveranno, perché c'è bisogno di tutti. Ma bisogna rendersi contro che ci vuole tempo per mettere insieme una squadra». Che consiglio vuole dare a Paolo Moretti? «Di continuare a lavorare così. Ha dimostrato di essere un buon allenatore, lungimirante sugli equilibri di squadra. Lasciatemi però fare i complimenti anche al pubblico di Pistoia. Abbiamo inquadrato tante volte i bambini sopra la panchina di Pistoia che danno il cinque ai giocatori che escono dal campo. E' un bello spot per il basket». Elisa Pacini
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