Il Tirreno

Pistoia

Banchi promuove la Giorgio Tesi Group

Elisa Pacini
A destra Donte Mathis sotto Luca Banchi
◗
A destra Donte Mathis sotto Luca Banchi

L'assistente di Pianigiani alla Montepaschi: «Squadra ben preparata con la leadership di Mathis»

4 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Stasera con la prima gara di Coppa Italia, parte la stagione agonistica ufficiale della Giorgio Tesi Group e della Legadue. «La più interessante degli ultimi anni», dice senza mezzi termini Luca Banchi, spalla di Simone Pianigiani nel ciclo d'oro della Montepaschi Siena. Con il coach grossetano, lanciato da Livorno, abbiamo stretto l'obiettivo sulla nuova Pistoia dopo il torneo di Castelfiorentino. Pregi e difetti della squadra allestita dal coach Moretti e il diesse Iozzelli.  Banchi, ha seguito Pistoia nella due giorni?  «Certo. Nella prima gara, eravamo spettatori interessati e l'ho vista con interesse anche perché è stata una semifinale entusiasmante al di là dell'impresa del risultato, per la qualità e la continuità del rendimento di Pistoia. Ho visto una squadra ben preparata con una leadership chiara di Mathis e l'alternanza tra esterni e lunghi come terminali. Prima Hardy e Jones, poi Yango e Toppo hanno fatto giocate importanti».  Contro i campioni d'Italia, è stata più dura.  «Certe cose si sono viste anche contro Siena, la squadra non si è fatta intimidire. Ha pagato la stanchezza della seconda giornata e una panchina più corta. All'inizio le percentuali sono state basse ma con tiri ben costruiti, dopo l'intervallo ci hanno costretto ad un timeout per come hanno iniziato a recuperar palloni, a segnare in contropiede. Non va fatto un confronto ma un'analisi. Su Pistoia è positiva sia sotto il profilo tecnico che morale, ho visto spirito aggressivo anche dalla panchina vedi Gurini e Saccaggi».  La squadra ha cambiato molto. Ci vorrà più tempo per vederne la potenzialità?  «Pistoia parte per confermare il buon lavoro fatto l'anno scorso, è una squadra da playoff. Dopo aver visto le due gare gagliarde di Castelfiorentino, penso che ci siano i presupposti per partire bene da subito. La squadra mi sembra abbia lavorato con omogeneità sotto l'occhio di professionisti come Moretti e Mazzoncini. I cambi c'erano stati anche l'anno scorso. Io ho visto già un'identità e soprattutto un'unità d'intenti».  Pistoia presenta all'Italia un altro rookie, Hardy dopo Varnado. Potrà vincere la nuova sfida?  «La stagione di Varnado ha creato un precedente illustre per Pistoia che si è guadagnata credibilità per sviluppare giocatori di talento, come Hardy, agli occhi di procuratori e giocatori stessi. Si sta riprendendo una posizione di spicco nel basket italiano anche per l'entusiasmo dimostrato dai tifosi».  Sul campo come lo ha visto?  «Meglio nella prima gara dove si è divincolato bene della marcatura di avversari più fisici di lui come Hawkins e Kemp. Confermarsi in due gare consecutive è difficile ma qualche lampo interessante l'ha avuto anche contro di noi».  Altra sfida importante, quella relativa a Saccaggi. Riuscirà a trovare spazio?  «Io posso parlare da esterno, non conosco il ragazzo. Posso dire però che visto come è stato utilizzato in questi giorni, come gli ha parlato Moretti, come il coach ha sopportato i suoi errori, è un ragazzo fortunato perché ha una grande opportunità e intorno le persone adatte per aiutarlo. Spero che se la sappia meritare e se fossi in lui rifletterei su questo».  Cosa ci dobbiamo aspettare dalla Legadue?  «Ho visto un mercato molto interessante e penso sia riduttivo parlare solo delle "3V", Veroli, Venezia e Verona come si sente in giro. Oltre a Brindisi e Barcellona, ci sono realtà intriganti come Piacenza e Brescia. E' ovvio che da toscani tifiamo Pistoia e naturalmente il nostro Griccioli a Scafati. Io direi proprio che stiamo per assistere alla Legadue più interessante degli ultimi anni».  Come avete ritrovato Joe Forte?  «Ha confermato di sapersi adattare alle necessità della squadra, si è diviso con Crispin il ruolo di regista puro ed è stato con noi con un atteggiamento impeccabile. Siamo contenti di avergli offerto quella visibilità che merita e che gli serve per riguadagnare il posto che gli spetta nel basket che conta. E' un giocatore troppo importante per pensare che qualche episodio possa compromettere questo. Qui gode di tantissima stima».  Dopo un'estate senza Pianigiani e i tanti nazionali agli Europei, come si avvicina al campionato Siena?  «Abbiamo fatto delle scelte per creare un gruppo nonostante queste difficoltà. Ora che i nazionali stanno tornando, dovremo dare omogeneità alla squadra. Questo ci metterà alla prova per dimostrare quanto riusciamo ad essere efficienti. L'estate è stata di Milano che ha riempito i giornali con il suo mercato. Noi speriamo invece di continuare a riempire le nostre bacheche».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino