Il Tirreno

Pistoia

Tre anni di contratto e il sì ad Alessia: Toppo è pistoiese a vita

Elisa Pacini
Tre anni di contratto e il sì ad Alessia: Toppo è pistoiese a vita

6 MINUTI DI LETTURA





Fiorello Toppo, finalmente ha messo la firma sul contratto che la legherà alla Giorgio Tesi Group per altri tre anni. Tra poche ore dirà un altro sì, ancor più importante, alla sua fidanzata, Alessia Giani. Due giuramenti che fanno di lei un pistoiese a tutti gli effetti, non è vero?  «Da tanti anni faccio parte di un progetto importante in una società seria che nonostante le difficoltà si impegna ogni giorno per fare il meglio. Non sarei mai rimasto senza questa condizione. In più sono legatissimo anche personalmente a tutti i dirigenti».  Aveva ricevuto offerte importanti. Ha rinunciato a qualcosa pur di rimanere a Pistoia. Perché?  «Io direi in primis che sono rimasto per un motivo importante, il legame a società e piazza. Altre squadre mi avevano fatto offerte molto buone sia in termini economici che sportivi. Omegna, per esempio, punta a vincere il campionato di A dilettanti. Prendere una scelta così importante, per me, in un tempo ridotto non è stato facile ma sono convinto di quella che ho preso».  Alessia, da pistoiese doc, che consiglio le aveva dato?  «Anche negli anni scorsi avevo ricevuto altre offerte ma la mia volontà era avvantaggiare il rapporto con la società biancorossa. Il fatto di essere legato sentimentalmente da quasi tre anni ad Alessia che ora sarà mia moglie, è un aspetto che mi porta ancor di più a voler continuare ad essere un giocatore di Pistoia. Lei in questo periodo è stata particolarmente brava. Ha il suo lavoro da portare avanti, c'era il matrimonio da organizzare ma è stata grande a gestire tutto. Questa era una scelta molto importante per il nostro futuro. Mi sono sempre confrontato con lei in questi giorni, il suo apporto è stato importantissimo».  Domani per voi è un grande giorno. Ci vuole raccontare come è nata la vostra storia?  «Abbiamo iniziato a frequentarci dopo un po' che ci conoscevamo. Ci vedevamo spesso. I locali tra Pistoia e Firenze sono sempre quelli».  Alessia e la sua famiglia al palazzetto sono tra i più scatenati, in particolare il babbo Giani. Li ha trascinati lei o erano già tifosi?  «Babbo Graziano, il padre di Alessia, lo conoscevo forse prima di conoscere lei. Lui, grande appassionato, seguiva già la squadra. Io ci avevo parlato come tifoso qualche volta, proprio nello stesso periodo in cui io e Alessia abbiamo iniziato a frequentarci. Diciamo che grazie a lui, abbiamo trascinato anche mamma Marisa e la sorella Barbara».  Qual è il rapporto di Alessia con il basket. Croce o delizia?  «Le piace e lo segue con passione. Lei è una super appassionata di sport come me anche se è combattuta tra il basket e il tennis».  E la proposta di matrimonio, chi l'ha fatta?  «Mi sono dichiarato io, alla vecchia maniera. E' stato in una situazione molto informale, è avvenuto quando ho sentito il forte desiderio di farlo. Abbiamo deciso di sposarci perché vogliamo creare una famiglia. Crediamo fortemente nell'importanza del matrimonio, prendendoci un impegno l'uno per l'altra. Per ora la famiglia siamo io e lei, in futuro vedremo...».  Tante tifose innamorate di Toppo saranno deluse... Non si nasconda, lei è il bello per eccellenza del basket pistoiese, il suo codino del primo anno spopolava... E anche dopo...  «Chiariamo il concetto. Io ho sempre portato i capelli corti, l'anno prima in Sicilia me li feci allungare ma poi li ho subito tagliati perché sono troppo scomodi. I complimenti? Io sorrido e lo fa anche Alessia. Ne abbiamo parlato qualche volta ma quando uno fa una scelta così importante, prende il pacchetto completo. E poi è molto più apprezzata lei...».  Sul versante sportivo ha appena firmato un contratto plueriennale da giocatore. Lavorativamente cosa vede nel suo futuro più remoto?  «Mi tengo aperte tante soluzioni. Sono interessato e sto studiando per fare l'allenatore perché mi piacerebbe continuare a lavorare nell'ambito sportivo. Tutto quello che è basket è interessante, cercherò di approfondire anche la parte gestionale ma non voglio concentrarmi solo su un lavoro. Per questo porto avanti anche altri interessi. Ho finito ora di leggere un libro che mi ha regalato un tifoso, su un architetto importante. Un libro pieno di contenuti ma ce l'ho fatta a finirlo».  Il 2011 per lei sarà un anno tra i più importanti: grande stagione sul campo, il matrimonio, ma anche il dolore immenso per la scomparsa di sua sorella. Come è riuscito a trovare la forza per guardare avanti con la grinta di sempre?  «E' stato un momento difficile, uno di quei momenti che non ti aspetteresti mai di vivere. È un dolore che mi porterò sempre dentro. In quel momento hanno fatto la differenza la vicinanza delle persone a me più care, i miei familiari e la famiglia di Alessia».  Al suo fianco poi ci sono sempre i tifosi. Vivere qui vuol dire incontrarli al bar, a fare la spesa, al ristorante. Che sensazione dà?  «Fa sempre piacere parlarci perché so che loro sono mossi dalla mia stessa passione per questo sport. Io da giocatore, loro da tifosi. Poi chi mi ferma in strada, lo fa sempre in modo molto educato sia nei momenti difficili che in quelli più felici. Senza contare che ormai molti sono veri e propri amici».  Diciamo la verità: c'è un'altra persona con cui lei ha un legame particolare. Roberto Maltinti. Voi due siete l'icona del basket biancorosso, uno dietro la scrivania, l'altro in campo...  «Pensate, il primo anno che sono stato a Pistoia, Roberto non era presidente. Io l'ho conosciuto quando sono tornato nel 2005, lui fu eletto qualche mese dopo l'inizio del campionato. Era già attivo, si faceva vedere ma sinceramente a prima vista (ride, ndr) non pensavo che fosse lui il presidente di cui si parlava. Con Roberto c'è un rapporto che va al di là di quello lavorativo, tanto che sarà lui il mio testimone di nozze. Lo stimo molto per il suo modo di fare, sempre in prima linea e per il suo impegno».  Un presidente anche atipico: non è da tutti esporsi come fa lui...  «Quello che fa comporta molto lavoro e una passione smisurata. Mi sono molto legato a lui in un momento particolare. Era l'anno della promozione dalla B1, la squadra non ingranava e io non ero contento per come venivo utilizzato. Avevo deciso di cambiare squadra. Ma lui mi chiamò, mi disse quanto mi apprezzava, anche umanamente. Mi sottolineò quanto era importante il mio apporto per la squadra, trovando le frasi adatte che mi hanno convinto a rimanere. Apprezzo molto tutti i consiglieri, che fanno tanti sforzi per il basket a Pistoia ma Roberto è un collante e un trascinatore unico».  Ci regali qualche altra anteprima del suo matrimonio...  «Ci saranno gli italiani di questa stagione e tanti ex compagni biancorossi. Oltre al presidente, l'altro mio testimone sarà Gianluca Duri il mio procuratore da 12 anni. Da un rapporto lavorativo così lungo, è nata un'amicizia. La sua estrema competenza lo ha sempre portato ad accontentarmi più sul lato umano che su quello sportivo, perché naturalmente se prendo meno soldi io né prende meno anche lui. Anche Alessia ha scelto due amiche come testimoni. Abbiamo lasciato fuori i nostri fratelli e sorelle, dirottandoli per la prole (ride, ndr)». E dopo il matrimonio, il viaggio dei sogni... «Sì, alle Seycelles. Eravamo indecisi se scegliere un tour o una meta dove vivere assoluto relax. Porteremo di sicuro tanti libri,per me l'estate è il momento della lettura».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web