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Pistoia

DOPO IL CASO BARBI

La rabbia di Ballati «Mancano i fondi per i test antidoping»

La rabbia di Ballati «Mancano i fondi per i test antidoping»

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 PISTOIA. Con la confessione di aver fatto uso di sostanze dopanti, lo scorso aprile Roberto Barbi (nella foto al traguardo del 2005) ha seminato lo scompiglio in tutto il mondo dell'atletica. L'ex podista lucchese, ora squalificato a vita, ha tirato dentro un po' tutti, lasciando intendere che in fatto di doping l'atletica e il podismo non fanno eccezione. Tra le gare vinte perché «fatto di tutto», per usare le sue stesse parole, c'è anche la Pistoia-Abetone.  Nel 2007 Barbi stabilì il record della corsa (3h13'29"), un tempo che gli organizzatori della ultramaratona, Silvano Fedi in testa, hanno chiesto di cancellare. Della questione si è occupato in prima persona l'avvocato Franco Ballati, presidente della società pistoiese da 12 anni, facendo approvare una delibera in cui si legge l'aperta condanna di qualsiasi pratica dopante perché «apertamente in contrasto con le finalità sociali ed educative dell'associazione sportiva».  «Vorrei sottolineare in rosso le finalità sociali - interviene l'avvocato Ballati -, perché da dieci anni la Pistoia-Abetone è soprattutto questo: un messaggio forte in favore delle persone affette da disabilità. Quanto alla delibera - prosegue - è stata inoltrata anche a Fidal, Coni e Uisp. Giuridicamente, la nostra società non ha alcun potere né autorità per modificare le classifiche ufficiali della gara. La nostra posizione è chiara: senza voler entrare nel merito della vicenda rispetto al suo lato umano, tempi e vittorie dovrebbero essere revocati. Soprattutto per rispetto nei confronti di tutte quelle persone che ogni anno vengono da noi per trascorrere una bella giornata di sport. Attendiamo ancora una risposta».  Ma è proprio vero che "così fan tutti"? «Nel 2005 espressi un parere, che ribadisco, in occasione della protesta plateale di Giorgio Calcaterra, che si rifiutò di salire sul podio per ritirare il premio: noi non possiamo fare il processo alle intenzioni, riguardo a certe prestazioni "anomale" abbiamo ovviamente le nostre idee ma possiamo prendere posizione che di fronte a prove certe. Come abbiamo fatto, con forza, lo scorso aprile».  «Una soluzione ci sarebbe - continua Ballati -, sono anni che lo ripetiamo. Fare i controlli, sia mirati che a campione. Troppo semplice? No, perché un'operazione del genere comporta dei costi molto alti, che noi non possiamo sostenere. Se istituzioni ed enti sportivi ci verranno incontro, saremo felici di attivare i test. I costi per organizzare questo evento - precisa - vengono coperti dalle iscrizioni con il contributo di enti locali e sponsor, tutto il resto è possibile grazie all'aiuto di duecento volontari. In un momento come quello che stiamo attraversando, possiamo dire di aver fatto un mezzo miracolo». L'invito è chiaro e forte, resta da vedere se sarà raccolto. G.C.

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