Italia
20 ottobre 1968: Artidoro Berti inventa la Pistoia-Abetone. Con la benedizione di Zeno Colò
Dal fronte russo al sogno di sfidare quei 50 km
G. C.
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IL RE DELLO SCI E DELLA STRADA Colò e Berti nel 1968 allarrivo della prima antesignana Pistoia Abetone 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Quando il piccolo maratoneta sembrava finito, la rabbia ha avuto la meglio ed è andato fino in fondo». Nel racconto dei giornalisti che lo seguirono, c'è tutto l'ardore di Artidoro Berti, autentica leggenda dello sport pistoiese. A 48 anni suonati, tra la diffidenza e lo stupore dei presenti, Berti prese la decisione di correre in solitario all'Abetone. LA SFIDA. La Pistoia-Abetone nacque così, per scommessa. Era il 1968. Dopo aver combattuto sul fronte russo, vinto due volte il campionato italiano di maratona e gareggiato, febbricitante, con l'immenso Zatopek sui 42 chilometri di Helsinki '52, Berti avrebbe avuto tutto il diritto di sentirsi appagato. E invece no. D'altronde, cosa ci si può aspettare da uno che sceglie di chiamare sua figlia Maratona? Così, da semplice sfida privata la scalata del corridore pistoiese si trasformò in evento cittadino, veicolato dal passaparola degli appassionati che lo seguirono lungo tutto il percorso. La voce giunse fino a Zeno Colò, che volle accogliere Artidoro al suo arrivo in Piazza delle Piramidi. L'IMPRESA. Il 20 ottobre 1968 il piccolo grande atleta mette in scena la sua avventura: tuta, scarpe da ginnastica, un buffo cappellino di lana a strisce e la determinazione di chi ha già deciso che arriverà in cima. «Incoraggiate ed applaudite Artidoro Berti nella sua romantica fatica», si legge sulle auto che lo accompagnano nell'impresa. A Capostrada l'autobus si fa da parte per farlo passare, la gente lo saluta. A San Marcello arriva spedito, a Pianosinatico inizia a sentire la fatica. A tratti è costretto a trasformare la corsa in camminata, ma la meta è troppo vicina per mollare. Nei boschi prima di Abetone, il fresco gli fa rimettere in testa il cappellino che si era tolto venti chilometri prima. Arriva in piazza dopo 5 ore, con le braccia al cielo per la soddisfazione. Zeno Colò ha preparato una medaglia per lui. Dopo la premiazione, i due si siedono a commentare quella che otto anni dopo diventerà la Pistoia-Abetone. Nel segno di Artidoro, maratoneta romantico.
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