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Pistoia

Ariel Filloy: «Amo Pistoia ma sogno di giocare in A1»

Elisa Pacini
A destra l’argentino in azione A sinistra confortato da Moretti dopo uno scontro di gioco
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A destra l’argentino in azione A sinistra confortato da Moretti dopo uno scontro di gioco

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 PISTOIA. Pistoia gli aveva offerto una grossa opportunità e lui l'ha sfruttata in pieno, mettendosi in vetrina per il futuro che Ariel Filloy spera sia al piano di sopra. Quell'A1 sfiorata ma mai addentata con la maglia dell'Armani Jeans Milano che lo ha sotto contratto per altri due anni (il contratto è stato allungato) rientra spesso nell'intervista che il play italo- argentino del Pistoia Basket ha concesso alla stampa prima di lasciare la città.  Ariel non nasconde il suo sogno ma evidenzia che, se il suo futuro sarà ancora in Legadue, Pistoia sarà la sua prima opzione. Se lo rivedremo con la nuova maglia Giorgio Tesi Group?. Ad oggi le probabilità non sembrano moltissime ma il mercato deve ancora partire. Intanto Ariel partirà per le vacanze prima con il fratello Demian e poi con i genitori in Argentina. Cellulare alla mano, d'intende, perché le offerte non dovrebbero mancare.  Le aspettative sulla stagione di Filloy erano molte, si può dire che sono state ripagate?  «Per me questa stagione è stata molto positiva. Iniziare subito da settembre con i compagni, al contrario degli ultimi due anni, rende più facile entrare in sintonia con il gruppo. In più ho giocato tanto (33' a gara), ho sentito molta fiducia e questo mi ha aiutato ad essere costante. Finora non c'ero riuscito».  Quanto ha pesato il tuo infortunio finale per te e per la squadra?  «Non era un infortunio di quelli che non ti permette di giocare ma il dolore è stato tanto. Nonostante ciò siamo riusciti a raggiungere un obiettivo importante e quindi non penso che sia pesato molto. Forse potevamo vincere una gara in più contro Casale ma loro erano una squadra più lunga. Sarebbe stato molto difficile passare il turno».  Qual è stato il momento più bello della stagione?.  «Sono stati due. Il primo la settimana prima di Natale quando abbiamo vinto con Ferrara e Forlì, c'era un ambiente molto allegro. Il secondo la vittoria su Jesi davanti a un pubblico fantastico».  E il più brutto?  «Il periodo con le sconfitte di per 1-2 punti. Dopo le 6 sconfitte in gare combattute, c'era un po' di tensione».  Pistoia, squadra interessante con una spiccata personalità. Come è stata la gestione di Forte e Varnado nell'arco stagionale?.  «Jarvis è un ragazzo spontaneo in tutte le sue cose. Si arrabbia ma finisce tutto lì. Forte è come dicono tutti, un grande talento ma una persona non facilissima. Personalmente non ho avuto problemi con nessuno dei due ma alla fine dell'allenamento ognuno prendeva la sua strada. Il giocatore che più mi ha impressionato è stato Gregor Fucka, davvero incredibile. Ha vinto tutto in Europa, in Nazionale e scende in campo con una grandissima umiltà. Quando c'è un problema, cerca sempre di parlarne. Non gli ho mai sentito dire nulla sulle situazioni che sono successe».  I tifosi vorrebbero Filloy ancora in biancorosso. Qual è la tua ambizione e volontà per il futuro?.  «Ho il contratto con Milano. Sono loro i primi con cui devo parlare. Vorrei provare a dimostrare che posso giocare in A1, se Milano o altri daranno quest'opportunità ne parleremo».  Anche se il minutaggio in partenza fosse basso?.  «Vorrei solo un'opportunità. Poi starà a me dimostrare che posso fare».  Se invece all' orizzonte ci fosse ancora la Legadue?.  «In Legadue Pistoia avrebbe la priorità su tutto. Qui mi sono trovato molto bene, ci sono tifosi molto caldi e ho fatto molte amicizie».  Se dovesse consigliare il Pistoia Basket sul futuro, dopo quest'anno, direbbe che 7 giocatori senior per la Legadue possono bastare?.  «Dipende se si forma un gruppo, se ci sono infortuni. Basta un giocatore non azzeccato e l'equilibrio si spezza. Ma bisogna anche dire che i giocatori così sono più responsabilizzati e sentono più fiducia perché sai che non giochi 5 minuti e poi ti tolgono subito».

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