Il presidio
Perin non dimentica e regala la maglia del debutto a Melani
Saverio Melegari
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DIETRO LE QUINTE Nicola Melani uno abituato a lavorare dietro le quinte: questanno si è tolto belle soddisfazioni, prima con la super annata di Flauto poi col debutto in A di Perin 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Gli esperti del settore lo etichettano come un "sacchiano" della prima ora. E' davvero così? «Quando mi occupavo solo di settore giovanile ammetto che era vero, adesso mi riesce più difficile». L'allenatore in questione, che si ispira al tecnico di Fusignano, è Nicola Melani, preparatore dei portieri della Pistoiese che ha un vanto: aver lanciato negli ultimi anni diversi talenti che stanno iniziando a sfondare in palcoscenici importanti. Il primo è Mattia Perin, diciannovenne che domenica scorsa ha esordito in serie A con la maglia del Genoa numero 88. «Sono cose che fanno estremamente piacere - dice Melani - anche perché due giorni fa quella divisa me l'ha fatta recapitare, segno che si ricorda ancora dove è cresciuto». Il suo è un nome oramai affermato nel panorama dei preparatori dei portieri e racconta con orgoglio la crescita di Perin, che è già in orbita Nazionale Under 21. «Arrivò a Pistoia a 14 anni - ricorda Nicola Melani - dopo che l'allora direttore sportivo del settore giovanile della Pistoiese, Simone Mazzoncini, lo aveva scovato a Latina. Sostenne un provino in estate ma dopo dieci minuti avevo già visto che era un talento e si vedeva che era superiore a tutti gli altri. Qui ha giocato due stagioni nei Giovanissimi e negli Allievi Nazionali, prima di partire proprio alla volta di Genova. Per essere un buon portiere bisogna avere soprattutto un grande fisico ed io gli ho sempre detto: "lavora duro perché puoi fare davvero il calciatore di professione"». Ma i baby fenomeni che Nicola Melani ha avuto con se non finiscono qui. Un altro è Matteo Brunelli, pratese doc che però ha fatto tutta la trafila delle giovanili arancioni dagli Esordienti fino agli Allievi ed adesso difende la porta del Milan. E poi Lorenzi, che si divide fra Berretti e Primavera del Livorno. Le ultime due stagioni, quelle della ripartenza della Pistoiese dall'Eccellenza, hanno cambiato il modo di approccio di Melani che per la prima volta si è trovato a stretto contatto con gente più esperta vedi Alessandro Flauto. «E' tutto diverso - spiega Melani - soprattutto perché fra i ragazzi quello che conta è la crescita, mentre qui si lavora esclusivamente per la vittoria. Con Flauto abbiamo fatto un grande lavoro ed è stato utile anche agli altri suoi compagni di reparto, nonostante in due anni abbia giocato quasi sempre lui. La quota in porta? E' una scelta della società e speriamo che possa arrivare qualcuno che ha voglia di crescere e di acquisire, durante il campionato, l'esperienza che gli manca». Ed il segreto del Nicola Melani "sacchiano"? «Non c'è più il tempo materiale - conclude - ma mi piaceva filmare gli allenamenti dei ragazzi per scrutare ogni piccolo particolare e difetto da rivedere insieme e migliorare la volta dopo».
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