Il Tirreno

Pistoia

L’ex biancorosso fa le carte alla gara che vale i playoff per i pistoiesi

Rosselli avverte la Tuscany «Vogliamo il quarto posto»

Elisa Pacini
Sopra Rosselli a fianco Toppo nella gara contro Veroli al Palafermi
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Sopra Rosselli a fianco Toppo nella gara contro Veroli al Palafermi

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 PISTOIA. Tra la Tuscany e i playoff c'è l'ostacolo Guido Rosselli da superare. Tra i tanti nomi che la Prima Veroli può mettere sul piatto della delicata sfida di domani sera contro Pistoia, l'ex biancorosso rimane uno degli osservati speciali per la squadra di Paolo Moretti chiamata all'impresa in terra ciociara per continuare a cullare il sogno playoff. E non può essere altrimenti perché tra la classe di Sconnie Penn, la solidità di giocatori come Brkic e Gatto, Pistoia sa bene che la grinta e la versatilità di "Guido da Empoli" può fare la differenza. Una determinazione che si sente già tutta nelle parole dell'ex "sindaco" del Palafermi che, pur essendo molto legato a piazza e società, avverte la sua vecchia squadra.  Veroli non ha staccato la spina in vista della post season, anzi.  «C'è tempo per pensare ai playoff - dice l'ala toscana - vogliamo far di tutto per arrivare al quarto posto. Sappiamo che lo possiamo raggiungere solo vincendo tutte e due le ultime gare. Veniamo da tre vittorie di fila (l'ultima a Scafati dove la Sunrise non perdeva da 13 gare, ndr) e arrivarci con cinque successi consecutivi sarebbe una bella iniezione di fiducia. Queste ultime due partite ci interessano eccome, non vogliamo guardare i risultati degli altri ma pensare solo a noi stessi».  In effetti a differenza della Tuscany che vincendo può continuare la sua corsa all'ottavo posto, incurante dei risultati di Jesi e Imola, Veroli per assicurarsi la quarta piazza rimane dipendente dai risultati degli altri. Eppure la Prima, versione girone di ritorno, appare non solo una squadra lunga e competitiva ma è soprattutto un team consapevole della sua forza ritrovata.  Calendario alla mano, non è difficile puntare sulla larga vittoria dell'andata al Palafermi come quella dell'inversione di tendenza della squadra di Cavina. «Quella partita è stata fondamentale - dice Rosselli - venivamo da una sconfitta all'ultimo secondo con Scafati, dove avevamo giocato male. A Pistoia invece giocammo bene e questo ha fatto sì che riuscissimo a venir fuori da un brutto periodo. Quel risultato ci ha dato fiducia, dopo un inizio con tanti problemi. Abbiamo subito cambiato un americano (Reynolds, ndr) e abbiamo avuto grosse magagne fisiche. Io stesso avevo problemi ad un ginocchio, Brkic e Kavaliauskas, che ha fatto un gran girone di ritorno, venivano da lunghi stop. Penn era stato molto fermo. Io comunque sono sempre stato un "non allarmista". Sapevo che i risultati sarebbero venuti fuori. E così è stato, rimane solo il rammarico di alcune partite buttate via nel girone di andata come quella di Udine e Scafati».  Sulla gara di domani sera, Rosselli si aspetta una Pistoia pronta a dar battaglia. «Viene qua per giocarsi i playoff - dice - e ha bisogno di due vittorie. Dipendere dagli altri, non aiuta mai ma Pistoia è una squadra di buoni giocatori. L'ho vista in tv contro Imola e ho visto una squadra che vuole lottare fino alla fine. Contro di noi non giocò una buona gara ma la forza di una squadra, si vede dal saper uscire dai periodi bui. Come abbiamo fatto noi, ha fatto anche Pistoia. Per questo mi aspetto una gara tosta di grande equilibrio». Quale può essere la chiave del match? «Pistoia ha tanto dai suoi due americani - conclude l'ex biancorosso - ma nel corso del campionato, si è visto che tutti i giocatori possono diventare protagonisti. Vuol dire che c'è un gruppo in cui tutti sanno qual è il proprio ruolo».

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