Il Tirreno

Pistoia

Mentre il Tornado e Forte sono costretti a fermarsi per la febbre, la guardia della Virtus sceglie di restare in A1

Mora va a Biella, Jv pensa ai playoff

Saverio Melegari
Mora va a Biella, Jv pensa ai playoff

Varnado suona la carica: non mi piace perdere, lavoriamo per la post season

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 PISTOIA. I sogni aiutano a vivere meglio, ogni giorno. E così c'è chi, nonostante la febbre, si presenta all'allenamento della Tuscany con la maglia dei Miami Heat. E chi pur giocando 10 minuti di media in A1 alla Virtus Bologna opta per rimanere nel massimo campionato, passando a Biella, con il rischio di giocare gli stessi minuti se non meno. Anziché magari scendere in Legadue, vestire la canotta della Tuscany e conquistarsi un minutaggio più corposo. Storie incrociate, in un mercoledì pomeriggio al PalaFermi, di Jarvis Varnado e Riccardo Moraschini. È durante la conferenza stampa del Tornado Jv infatti che arriva da Giulio Iozzelli la risposta definitiva sull'affare Moraschini: andrà a Biella per tamponare la falla dell'infortunio di Chessa.  E così da ieri sera, sulla porta dello spogliatoio dei biancorossi, campeggia il cartello: «Si rimane così». Svanita la trattativa, al momento non ci sono altre strade che possono far pensare ad un potenziamento del roster che si appresta alla complicatissima trasferta di Barcellona Pozzo di Gotto lavorando a ranghi ridotti, visto che ieri Forte e Varnado non si sono allenati, Berti è andato a scartamento ridotto ed è dura arrivare ad un numero minimo per dare qualità alle sedute.  Nonostante questo c'è chi guarda con ottimismo alla situazione attuale di una squadra con il morale a terra per le cinque sconfitte consecutive. È proprio Varnado a suonare la carica e dire che c'è da pensare ai playoff anche perché le voci di mercato che lo hanno riguardato per almeno un mese sono oramai lontane e c'è la quasi matematica certezza che il 32 finirà la stagione con la casacca Tuscany.  «Sono concentrato solo su Pistoia - sottolinea Jarvis - e il mercato non mi ha mai influenzato visto che la Tuscany è la mia squadra. Il resto non conta niente. Il mio auspicio, personale e per i compagni, è quello di disputare i playoff e farli anche bene. Ogni giorno lavoro per migliorare rispetto a quello precedente ed è unicamente questo il traguardo che mi pongo. Se gli avversari mi braccano devo divenire più imprevedibile».  Insomma, se Pistoia voleva un trascinatore lo ha trovato nel suo Tornado. E non è facile pensare ai playoff, che comunque sono ancora lì visto che Imola ha gli stessi punti della Tuscany seppur con lo scontro diretto favorevole, quando vieni da cinque sconfitte consecutive e hai davanti altre due sfide molto complicate come quelle contro Barcellona ed Udine. «Al sottoscritto non piace mai perdere - continua Varnado - e onestamente non sto a pensare se brucia più la sconfitta di domenica con Casale piuttosto che le due trasferte a Jesi e Rimini, tutte gare dove siamo andati ad un passo dal poter vincere. L'unico miglioramento da fare è quello di lavorare duro in allenamento, in particolar modo sulla difesa e capire meglio alcuni meccanismi per contenere il numero di contropiedi concessi agli avversari, così come le palle perse».  Quello che viene da chiedersi, a questo punto, è il perché di questa involuzione rispetto alla Tuscany che avevamo visto prima della sosta e che era riuscita ad issarsi fino al terzo posto in classifica prima di infilarsi nell'attuale vicolo cieco.  «Nel girone d'andata - conclude Jarvis Varnado - siamo stati la sorpresa del campionato ed abbiamo sfruttato al meglio questo fattore contro squadre che ancora non ci conoscevano. Poi, però, hanno iniziato a studiarci, siamo più temuti, ci affrontano in maniera diversa e questo vale sia per la squadra nel suo complesso che per me. I momenti difficili in una stagione così lunga possono capitare, dobbiamo ritornare a mettere intensità in ogni parte del campo».

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