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Chi ha sangue arancione deve essere al Melani
Cristiano Rabuzzi
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Una partita e mezzo, zero gol all'attivo e il tridente sembra già finito dietro la lavagna. Nel calcio non si inventa nulla: le punte sono fondamentali, decisive ma se nessuno le rifornisce e il centrocampo va in sofferenza, allora avere tre attaccanti di qualità superiore contemporaneamente in campo serve a ben poco. Nella ripresa, una Pistoiese riveduta e corretta da un Agostiniani intelligente e pronto a fiutare il vento contrario, agguanta 2 punti d'oro con una prodezza balistica di Pieroni, mentre ci pensa Flauto a guadagnarsi più della pagnotta e sventare la minaccia di un nuovo passo falso dopo i 2 punti lasciati ad Albinia. Intendiamoci, gli arancioni fino ad ora hanno tenuto un ritmo vertiginoso e il campionato non è già chiuso solo per l'ostinazione e la rincorsa prepotente di una Massese in forma smagliante. Perciò la partita di oggi al Melani contro i bianconeri apuani conta doppio nel cammino verso la serie D. Vincere vorrebbe dire lanciarsi a briglia sciolta verso il trionfo finale, un pari terrebbe aperti i giochi (con la Pistoiese sepre a +4, ma con un calendario molto difficile), un colpaccio ospite vedrebbe la squadra di Filippi arrivare a -1 e, sull'abbrivio della vittoria, candidarsi autorevolmente a nuova favorita dei bookmakers. Purtroppo il turno infrasettimanale non favorirà l'afflusso di tifosi nella quantità auspicata, ma comunque si spera in un buon pubblico, pronto a sostenere Calanchi e compagni in un match che vale davvero mezza stagione. Ora o mai più: chi ha sangue arancione nelle vene deve esserci. Questa squadra lo merita e abbandonarla adesso sarebbe un vero e proprio delitto. Finché Marchionne non arriverà anche a Pistoia.
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