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La società multata per offese di un dirigente a Pascotto. Il ds: non ci sentiamo perseguitati, però...
«Perplesso su molti fischi»
Elisa Pacini
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DIESSE. Giulio Iozzelli Iozzelli a mente fredda: ma ora dobbiamo voltare pagina
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PISTOIA. Un pomeriggio intenso, quasi infinito quello della Tuscany a Jesi. Dentro e fuori dal campo se, oltre a una gara combattuta, persa a un secondo dalla sirena, si è poi aggiunto un dopo partita acceso, come abbiamo raccontato ieri, con l'arbitro Pascotto che rientrato nel tunnel ha minacciato di chiamare la polizia, le dichiarazioni al pepe di Moretti in sala stampa e il giudice sportivo che ieri ha multato Pistoia di 500 euro per offese da parte di un dirigente allo stesso Pascotto. 24 ore dopo Giulio Iozzelli ricostruisce la coda della gara, smentendo la voce che girava a Jesi (ma non riportata da nessun giornale) di un'aggressione all'arbitro e torna sulle recriminazioni contro alcuni fischi già enunciate da Moretti. Allora Iozzelli, cosa è successo dopo la sirena? «Non lo so, so solo che non c'è stata nessuna aggressione. C'è stata una diatriba verbale come è successo altre volte. Io stesso ho discusso con l'arbitro, come è successo altre volte nelle stesse situazioni». Chiarito il malinteso, a mente fredda crede che la rabbia finale fosse dovuta più all'amarezza della sconfitta all'ultimo tiro o a quei fischi contestati? «Perdere all'ultimo secondo lascia molta amarezza ma fa parte del basket. Forse si poteva difendere meglio sull'ultima azione, la tripla è stata presa con un tiro aperto ma sono cose che succedono. In una gara giocata con intensità da entrambe le squadre, l'inerzia finale è stata nostra. Poi quello che è successo negli ultimi minuti è sotto gli occhi di tutti. Ci sono state decisioni arbitrali avverse eclatanti». Moretti ha contestato molto l'episodio del fallo a rimbalzo in cui gli arbitri avrebbero mandato in lunetta Toppo invece di Forte... «Certo, il fallo era su Forte. Non l'abbiamo visto solo noi così». Errore arbitrale a parte, mancavano più di due minuti dalla sirena, un'eternità in un match punto a punto. Pensa che sia stato determinante o è stato la goccia che ha fatto traboccare il vostro vaso di sopportazione? «Io dico che è stata una gara equilibrata con decisioni arbitrali di un certo tipo. Quella decisione è stata incomprensibile come altre. Non capisco come non sia stato fischiato l'antisportivo a Varnado sull'ultima azione quando poco prima era stato fischiato a Forte per una situazione simile. Sono queste cose che mi lasciano perplesso. Detto questo, voltiamo pagina e guardiamo avanti, prendendo quello che di buono abbiamo fatto». Ultima considerazione sugli arbitri. Moretti ha parlato di "poca lucidità". Vi sentite perseguitati o sfortunati? «Perseguitati assolutamente no, altrimenti potremo anche smettere di giocare quando invece c'è un girone di ritorno che ci aspetta. Il fatto è che perdere così fa male». Sulla gara: si è vista una bella reazione di Pistoia dopo due partite negative... «Si è visto un atteggiamento combattivo come deve esserci. Bisogna ritrovarsi e migliorare ancora, la squadra ha soprattutto necessità di lavorare con continuità». Una settimana fa, dopo Imola, lei parlò di calo fisico di Varnado che anche a Jesi non ha brillato... «Parlerei di calo fisiologico non solo per Varnado che anzi ieri ha dato cenni di risveglio. In quest'ottica speriamo di essere vicini al recupero dei ragazzi, Saccaggi e Tuci su tutti, che sono fuori da tempo per allenarsi al meglio». Pistoia come guarda al girone di ritorno? «Consapevole di avere un brutto calendario che ci vedrà di fronte a gran parte delle squadre delle parte alta della classifica. Per questo sarà fondamentale giocare al massimo delle nostre possibilità. Penso che sul girone d'andata, si poteva avere qualcosa di più alla luce della gara di Jesi. Il margine con la zona salvezza c'è ma non ci dà sicurezza». L'importante sarà non demoralizzarsi dopo tre sconfitte filate... «Demoralizzarsi ha poco senso. Avevo già detto a suo tempo, sapendo che potevano esserci momenti difficili durante la stagione, che aspettavo di vedere come la squadra avrebbe saputo venirne fuori».
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