Italia
«Mi spiace, ma veniamo a vincere»
Elisa Pacini
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UNA VITA FA. Paolo Moretti dà istruzioni a Guido Rosselli: domani (palla a due alle 19) saranno avversari L'ex sindaco Rosselli: Pistoia non mi sorprende, ma ho ancora dei rimpianti
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PISTOIA. A Imola la Tuscany è stata beffata dalla classica vendetta degli ex. Domani sera, nella sfida di Befana contro Veroli, la pattuglia è altrettanto nutrita. Se poi ci si mette che Guido Rosselli e Marco Rossetti sono toscani veraci, c'è da aspettarsi battaglia doppia al PalaFermi. Dove Rosselli era stato addirittura nominato "sindaco". Sarà anche a lui che il traballante Demis Cavina si affiderà per tentare il blitz. Una gara senza ritorno per la Prima sorprendentemente a -6 dai biancorossi. Per questo Rosselli guarda alla sfida come a una finale per Veroli. Rosselli, quanto conta per voi questa trasferta? «È importantissima. Abbiamo perso una brutta gara in casa (contro Scafati, ndr), in cui abbiamo giocato solo due quarti. Lì abbiamo recuperato 17 punti di svantaggio, il che vuol dire che non erano solo merito degli avversari ma che ci avevamo messo del nostro. Vogliamo dimostrare con forza che la posizione di classifica che abbiamo non ci appartiene». Cosa non va a Veroli? «Un giocatore che va via subito (l'atteso rookie Reynolds tornato negli States dopo 4 gare, ndr) non aiuta. Abbiamo avuto molti problemi fisici. E senza allenamenti al completo, alla fine paghi con i risultati. Poi quando inizi a perdere, è tutto più difficile». Cosa pensa della Tuscany? «In molti l'hanno definita una delle sorprese del campionato ma non sono d'accordo. Succede sempre così. All'inizio dell'anno tutte le attenzioni si spostano su alcune squadre. Se ne prendono tre o quattro senza pensare che tra la quarta e la quinta non c'è così tanta differenza. Invece ci sono tante società che lavorano bene in estate e poi vengono definite sorpresa. Io conosco i dirigenti di Pistoia e so come lavorano». La Tuscany è da playoff? «Io dico quello che rispondo sempre per la mia squadra: il campionato finisce alla 36ª giornata. Certo è che finora Pistoia è tra le più costanti e si merita il posto che ha». Pistoia domenica ha inciampato a Imola. Vista la sua amicizia con Lasi, gli ha chiesto qualche consiglio? «Ci siamo sentiti per gli auguri di Natale. Ma dopo non c'è stato nessun spionaggio (ride, ndr)». Che gara si aspetta? «Una gara dove conterà molto la voglia di rivincita di entrambe. Noi veniamo da una sconfitta bruciante e anche Pistoia viene da una gara negativa. La voglia di riscatto può essere l'ago della bilancia, penso che sarà una gara di nervi». La Tuscany attuale con un budget dimezzato sta facendo meglio della squadra dell'anno scorso costruita con più soldi e ambizioni: come mai secondo lei? «E' una variabile che nello sport succede spesso. Dimostra che i soldi o le statistiche non sono tutto. Non è mai scontato che un giocatore ripeta i numeri dell'anno prima perché i fattori in ballo sono tanti. Da come si trova con i compagni o con l'allenatore. Ma certi paragoni non sono mai giusti». Contento di tornare a Pistoia? «Molto, sono venuto in estate a salutare i tanti amici che ho anche extra-basket. Ho passato lì un anno e mezzo che non dimentico. Tanti ricordi belli e qualche rimpianto legato al secondo anno». Sul campo o fuori? «Sul campo perché le cose non andarono come si pensava. E gli infortuni pesarono».
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