Italia
Per coach Lasi non è una partita come tutte le altre
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Maurizio Lasi, coach dellAget Imola, nella gara di Pistoia 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. L'emozione della prima volta da avversario è passata ma, per Maurizio Lasi, la sfida con Pistoia ha sempre qualcosa di particolare. Così sarà anche domenica prossima quando la Tuscany sarà di scena a Faenza contro l'Aget Imola. «Dal punto di vista personale - dice il coach - è una gara molto sentita. Di Pistoia ho ricordi molto belli, lì ho vissuto emozioni forti e lasciato amici. Poi però c'è l'aspetto agonistico e su quello cercheremo di preparare la partita al meglio». Per la Tuscany, terza in classifica, il primo test dell'anno è di quelli tosti. L'Aget viene da un periodo molto positivo, trascinata dalla verve di un recordman come Trent Whiting fresco di titolo di miglior marcatore di sempre della Legadue. Il suo duello con Forte è tra i più attesi, insieme a quello sotto le plance tra Varnado e Ebi. Sempre se l'istrionico pivot inglese rientrerà in Italia tempo visto che, ieri, Ebi non era ancora rientrato a Imola. «Quando ci sono le feste di mezzo - taglia corto Maurizio Lasi - la partita successiva è sempre un'incognita. Sulla gara penso che noi e Pistoia abbiamo aspetti molto simili. Anche noi non abbiamo una squadra lunga. Sicuramente i duelli tra gli stranieri potranno riservare momenti di spettacolo ma Pistoia trova molte cose utili da tutti gli altri giocatori. Giochiamo contro la terza in classifica e cioè vuol dire che oltre alle qualità dei singoli, ci sono anche quelle del gruppo». Sorpreso ma nemmeno troppo è Lasi dell'exploit della Tuscany in questa prima parte di stagione. «Nessuno all'inizio - dice il coach che ha riportato Pistoia nel professionismo - pensava che Pistoia potesse essere così in alto in classifica. Il campionato è molto equilibrato ma cioè non toglie che sia una delle rivelazioni. La mia Imola invece ha finito l'anno in crescendo ed è un po' in debito con la fortuna. Abbiamo perso tre gare con un tiro allo scadere. L'obiettivo rimane la salvezza ma strada facendo si valuterà. E poi ci siamo qualificati alle Final Four di Coppa Italia, una bella soddisfazione per la nostra società». Il quintetto dell'Aget non è secondo a nessuno. Masoni, Prato, Ebi, l'ex biancorosso Ringstrom e poi naturalmente Whiting. Uno che a suon di bombe, ha tolto a Lasi l'appellativo di difensivista. «È vero - ride il tecnico - bisogna adattarsi alla squadra che si ha. L'abbiamo costruita intorno a Trent che è una gran persona prima che un grande giocatore». La triste attualità, in queste ore, ha preso il sopravvento sull'attesa del match. Dalla Romagna, Maurizio Lasi rivolge un pensiero a Fiorello Toppo con cui ha condiviso la festa per la promozione e la prima stagione in Legadue del Pistoia Basket. «Non posso che fargli le più sentite condoglianze - dice Lasi - Fiorello, come tutti i ragazzi che ho allenato, lo porto sempre nel cuore. Fiorello, per le sue qualità, è un ragazzo che si merita le migliori fortune».
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