Il Tirreno

Pistoia

Da Orazio Ferrari messaggi chiari e forti

Saverio Melegari
A fianco una formazione arancione sotto Orazio Ferrari a destra Agostiniani
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A fianco una formazione arancione sotto Orazio Ferrari a destra Agostiniani

«Il progetto di Pistoia Ovest si farà perché è fondamentale per il futuro della Pistoiese»

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 PISTOIA. «Pistoia Ovest si farà. Chi non è interessato rimane fuori». Il presidente della Pistoiese Orazio Ferrari prova a chiudere così la querelle che va avanti da qualche giorno. Non si parla di pallone ma della gestione finanziaria di una società che, quanto prima, vuole tornare fra i professionisti. E così l'intervista di fine anno per tracciare un bilancio sul 2010 del presidente, per lui personalmente ricco di successi fra Pistoia Club prima e Pistoiese poi, è anche l'occasione per mettere a tacere le voci di questi ultimi giorni.  Presidente, ci può dire cosa potrebbe succedere a Pistoia Ovest?  «È un'opera che verrà sicuramente realizzata, perché è un elemento fondamentale per una società che deve creare un indotto attorno a sé e valorizzare i giovani. Se qualcuno non è interessato, non c'è problema, vuol dire che ne rimarrà fuori».  In sostanza cosa si sta facendo per valorizzare quell'area?  «Andiamo avanti sviluppando ciò che abbiamo in mente: ci siamo incontrati di recente con i delegati di altri sport come hockey, scherma e nuoto. Sono emerse le esigenze di ognuno di loro ed il progetto verrà sottoposto all'amministrazione comunale già il mese prossimo e ci diranno se sarà congruo».  Veniamo all'altro argomento caldo di questa fine 2010: cosa sta succedendo all'interno della holding?  «Il 16 gennaio verrà ricostituito il capitale sociale perché quello che c'era è stato completamente utilizzato. Vedremo in quel frangente chi rispetterà gli impegni, chi non lo farà rimarrà fuori. Io per primo ci sarò, così come altri. Sono rimasto un po' sorpreso dalle dichiarazioni del presidente Di Sario, ma la holding esiste ed è utile per lo sviluppo societario».  Visto che lei i giocatori li paga, saprà anche com'è la situazione economica societaria?  «A fine giugno c'erano ancora da pagare gli stipendi di marzo. Tutte quelle somme sono state saldate e adesso siamo in regola visto che la prossima settimana pagherò la mensilità di dicembre. Ci sono tante sponsorizzazioni e quando bussiamo alla porta di qualche imprenditore, non ce la sbattono in faccia. Chi pensa negativo bisogna che si ponga qualche domanda».  Ci sarebbe da parlare un po' anche della sua squadra, però. Da dove partiamo?  «Partiamo dal fatto che siamo primi in classifica, che vinceremo il campionato e che ci auguriamo nella prossima estate di richiedere il ripescaggio in C2. In quel caso la società sarà pronta».  Come augurio non c'è male. E' anche per questo che il mercato invernale è stato di qualità?  «Parliamo di giocatori stratosferici per la categoria ed il solo fatto di aver messo insieme due bomber come Sabatini e Stefanelli è un segnale importante. E poi Pagani, Monticciolo, fino a Romeo: sono tutti giocatori scelti anche in funzione del prossimo anno».  Adesso ci dirà anche che il campionato si vince a gennaio?  «La partita con la Massese sarà decisiva: se vinciamo si aprirà di fronte a noi un'autostrada per la serie D, mentre in caso di pareggio rimangono aperte altre opportunità. Alla sconfitta non voglio pensarci».  Nemmeno noi. Nel suo 2010 trionfale c'è una costante: Riccardo Agostiniani.  «È un grande allenatore con il quale sono felicissimo di lavorare a stretto contatto. Abbiamo vinto a maggio col Pistoia Club ed adesso ci stiamo ripetendo con la Pistoiese. Fra noi c'è una notevole stima reciproca».  Seppur lentamente, ma il "Melani" sta tornando a popolarsi: merito della corazzata?  «Abbiamo quintuplicato gli abbonamenti rispetto allo scorso anno e c'è sempre tanta gente anche a vedere un semplice allenamento, segno che la città sta tornando ad innamorarsi della Pistoiese. A loro va il mio grazie, così come agli imprenditori che ci sono vicini: vuol dire che destiamo interesse e non negatività».  Ultima provocazione: c'è da vincere in Eccellenza, ma anche con la Juniores.  «La squadra ha avuto qualche problema all'inizio soprattutto per mancanza di stimoli, perché sanno che in caso di vittoria del campionato della prima squadra, saliranno anche loro fra gli Juniores nazionale. Adesso, però, hanno il dovere di arrivare primi».

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