Il Tirreno

Pistoia

Secondo l’ex numero di Ha la soluzione ha evitato il passaggio della Pistoiese nelle mani di avventurieri

«Ma la Holding finora ci ha salvato»

Saverio Melegari
<b>EX PRESIDENTI.</b> Bonechi e Fondatori, ex numeri uno di Holding Arancione e Us Pistoiese
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EX PRESIDENTI. Bonechi e Fondatori, ex numeri uno di Holding Arancione e Us Pistoiese

Bonechi risponde al presidente Di Sario: i dati gli danno ragione, ma...

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 PISTOIA. Quando Andrea Bonechi ieri mattina ha aperto il giornale e ha letto le dichiarazioni rilasciate al Tirreno dal presidente della Holding Arancione Dario Di Sario ha perso il sorriso. La sua creatura, nata nella torrida e difficile estate 2009, sembra destinata a dover chiudere i battenti.  Quando l'avventura dell'Us ha preso il largo, sempre in quei giorni, si era ritenuto che convogliare le risorse economiche a disposizione in una società parallela, la Holding appunto, potesse essere la soluzione ai mali del calcio pistoiese. Ma, dopo sedici mesi da quella decisione, tutto sembra andare in malora.  «Il presidente - dice Andrea Bonechi, attuale vice presidente di Ha, in riferimento alle dichiarazioni fatte da Di Sario - parla di dati e quelli sono inconfutabili: si sta andando sempre più verso la concentrazione su una unica società. E questo lo dico sinceramente e senza rammarico. La Holding era lo strumento che doveva servire a raccogliere sostenitori economici dell'Us senza che quest'ultima avesse una responsabilità diretta. La realtà, poi, dice che Pistoia ha risposto a questa chiamata in modo senz'altro modesto, ma non dimentichiamoci che in altre realtà non ha proprio risposto nessuno e questo è già qualcosa».  C'è anche un altro aspetto del quale Andrea Bonechi va fiero di questa avventura che, ovviamente, non cesserà di vivere. almeno fino al termine di questa stagione. «Non siamo caduti in mani altrui - attacca Bonechi - perché chi veniva a bussare alla porta da fuori Pistoia lo abbiamo guardato ancora più attentamente ed i fatti ci dicono che nessuno aveva un serio interesse ad entrare nella Pistoiese e noi non volevamo dare nemmeno l'1% della società in mano a gente che poteva essere il Bortolotti o il Righi di turno. Sulla numerosità in pochi ci provano, in pochissimi ci riescono ed a Pistoia l'esperimento è riuscito ma in parte perché comunque si è creato un gruppo di soci solido capeggiato da Orazio Ferrari che compie un lavoro eccezionale».  Questo significa che qualcosa di buono è stato comunque fatto, nonostante lo sfogo post-natalizio del presidente di Ha Di Sario. «Abbiamo lavorato - continua Bonechi - per la tutela della pistoiesità e ci siamo riusciti. In un anno e mezzo sono entrati personaggi che inizialmente non c'erano e non importa la categoria ma servono le motivazioni: basti pensare che gli ultimi hanno deciso di fare il passo dopo l'epilogo col Mosciano. L'augurio è che si continui a perseguire il ricambio perché i pochi possono anche essere sempre gli stessi ma se ogni tanto ci fosse qualcun altro ci sarebbe più stabilità».  L'ultima riflessione, però, è sulla provocazione lanciata dallo stesso Di Sario: fino a che ci sarà lui a capo della Holding si opporrà al progetto di Pistoia Ovest. Bonechi cosa ne pensa?  «Un centro sportivo - chiude il vice presidente di Ha - ed uno stadio di proprietà sono elementi imprescindibili per tenere in piedi una società che ha le possibilità per affrontare campionati professionistici. Se poi questi investimenti li deve fare un privato, la Holding o un gruppo di soci, è una scelta che spetta soltanto all'amministrazione comunale».

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