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Pistoia

Semboloni: «Voglio giocare tanto qui non era possibile»

Simone Semboloni lascia la maglia arancione
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Simone Semboloni lascia la maglia arancione

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 PISTOIA. Legherà la sua esperienza pistoiese alla rinascita calcistica dopo un periodo non propriamente felice. Ma adesso per il centrocampista livornese Simone Semboloni è davvero arrivata l'ora di salutare la compagnia e tutti si augurano per lui che possa fare la fortuna della sua nuova squadra, l'antagonista arancione: il Pisa Sporting Club. Ovviamente, senza intralciare la strada ad una Pistoiese lanciatissima verso la vittoria del campionato.  Per la tifoseria arancione è stata una bella botta apprendere che "Sembo" cambiava aria. Si è fatto apprezzare per la genuinità, per il sorriso sulle labbra ma soprattutto per i dribbling ubriacanti ed i colpi di genio. E, quando a febbraio si fece male e fu costretto a restare fuori per diversi mesi, sembrava che la sua storia con i colori arancioni dovesse interrompersi. Poi è tornato più carico di prima ed è rammaricato di dover far le valigie ma la sua è una scelta di vita.  Simone, dopo quanto fatto vedere contro il Pescia nessuno si immaginava che avresti salutato la compagnia. Come mai questa decisione?  «Purtroppo era l'unica strada percorribile. La mia volontà è quella di giocare tanto e con continuità e quando l'ho fatto presente alla società mi hanno risposto che la garanzia non me la potevano dare. Ma con questo non è che ci lasciamo male, tutt'altro. Qui si sta davvero bene, il gruppo di questa stagione è fantastico e mi dispiace tanto andarmene».  Adesso cercherai spazio altrove...  «La mia decisione vuole guardare principalmente al futuro perché non mi posso fermare al presente e basta. Ho 24 anni, ho tanta voglia di giocare e per questi motivi ho preso questa decisione senz'altro non facile».  Lasci una città, e soprattutto una tifoseria, che ti hanno sempre voluto bene fin dal primo istante che sei arrivato, non è così?  «Considero Pistoia una avventura splendida ed i tifosi mi hanno fatto sentire davvero come se fossi a casa mia. Ho sempre avuto l'appoggio di tutto l'ambiente e per lavorare con tranquillità è un'aspetto fondamentale».  Con il senno di poi, non è che l'arrampicata sulla curva contro il Pescia era un modo "pazzo" per salutare i tifosi?  «Quello è stato un gesto istintivo per fargli vedere che ero vicino a loro. Ho conosciuto tanta gente anche tramite Internet e con molti sono sempre in contatto. Avevo già preso questa decisione qualche tempo fa che dopo domenica scorsa è diventata ufficiale».  Adesso inizia l'avventura col Pisa Sc, fra quindici giorni ritorna già a Pistoia?  «Può darsi (ieri sera l'ufficialità,ndr) e sarà un onore».  E la favorita per la vittoria del campionato?  «Anche se da esterno, ma continuo a dire Pistoiese».

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