Il Tirreno

Pistoia

Il giocatore del Mississippi assicura: «Questa è la mia squadra, starò qui fino alla fine del torneo»

Ogni gara una caccia a Varnado

S.M.
Jarvis Varnado scatenato contro il pubblico di Scafati in occasione della partita persa dalla Tuscany, che lo aveva a lungo provocato
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Jarvis Varnado scatenato contro il pubblico di Scafati in occasione della partita persa dalla Tuscany, che lo aveva a lungo provocato

«Tutti i miei avversari cercano solo di picchiarmi»

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 PISTOIA. Vederlo comodamente seduto e sorridente fa un certo effetto: negli occhi dei tifosi Tuscany c'è sempre un Jarvis Varnado furente a Scafati dieci giorni fa. Ma è acqua passata ed anche se gli avversari continuano a picchiarlo, lui va avanti per la sua squadra ed è sulla stessa lunghezza d'onda del suo procuratore Iacopini: «voglio rimanere fino alla fine della stagione».  Ma comunque il prodotto di Mississipi State non ha tutti i torti a lamentarsi: gli avversari oramai lo conoscono, cercano di farlo innervosire e lo menano di santa ragione.  «Tutti i miei avversari cercano di buttarla sul piano fisico - attacca Varnado - e picchiano ma io devo essere bravo a mantenere il mio equilibrio per poter aiutare la squadra e non metterli in difficoltà. Vogliono fermarmi in ogni modo e non sempre ci riescono: è vero che devo abituarmi al metro di arbitraggio europeo però non posso certo decidere io per loro. Il mio obiettivo è migliorare ogni giorno consapevole che le difese avversarie faranno sempre qualcosa in più per tenermi a bada. L'episodio di Scafati? I tifosi di casa mi insultavano pesantemente e mi tiravano di tutto quando ero in panchina e per questi motivi mi sono arrabbiato».  Al di là di questi aspetti, però, Jarvis ha risposto alla grande domenica scorsa al "PalaFermi" contro Venezia siglando una partita super con 22 punti, 18 rimbalzi e ben 5 stoppate. Insomma, lo Jarvis furioso sembra alle spalle. «E' stata una partita dura - continua Varnado - dove le difese hanno avuto il sopravvento e noi abbiamo fatto il possibile contro una squadra fortissima come l'Umana. Volevamo vincere ma la differenza l'hanno fatta giocatori di classe come Clark che ha trovato canestri quasi impossibili. In quei frangenti lì puoi difendere al top, ma se ti segnano in faccia da otto metri non ci puoi fare niente».  L'importante, in casa Tuscany, è ricaricare immediatamente le batterie perché domani sera si torna già in campo per l'anticipo in casa di Verona, un vero e proprio scontro-salvezza, ed oltre al solito Varnado ci si aspetta ancora una grande prova del "gettonaro" Mukubu, chiamato d'urgenza per sostituire lo squalificato Forte.  «Ha fatto una gran partita - commenta Varnado riferendosi a Mukubu - e per lui non era facile visto che aveva fatto soltanto due allenamenti. E' una guardia molto grossa dotata di un fisico eccezionale che riesce a penetrare bene nelle difese avversarie. Dovrà darci una mano anche domani».  Quando si parla con Varnado, però, non si può fare un accenno al futuro visto che un giocatore così determinante rischia di far gola a parecchie squadre, anche molto ambiziose, in tutta Europa ed i tifosi non vorrebbero certo privarsi di lui prima della fine del campionato. «Le buone partite - conclude Jarvis - vengono dal lavoro in allenamento. E' vero che sono al primo anno lontano dal college ma sapevo che potevo fare bene. Il futuro? Questa è la mia squadra e voglio finire la stagione qui perché vedo un gruppo che combatte e non capisco per quale motivo dovrei andarmene».

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