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Varnado osservato speciale
Elisa Pacini
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Il coach della Snaidero, Gigi Garelli Gigi Garelli (Snaidero) teme l'americano della Tuscany
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PISTOIA. Il collettivo prima dei singoli. No, non è un motto da campagna elettorale ma la filosofia della Snaidero Udine, a cui domenica la Tuscany recherà in visita, secondo il suo coach Gigi Garelli. «Possiamo avere dei risultati solo se giochiamo insieme - dice l'allenatore lombardo - non abbiamo prime punte, ma siamo una squadra pensata come collettivo». E' contro questa squadra, che la Tuscany cercherà conferme nel catino del Nord Est, quel PalaCarnera da sempre campo caldo e che domenica richiamerà probabilmente tanti tifosi grazie all'agevolazione sul prezzo dei biglietti per i supporters dell'Udinese calcio. Una bel test per i ragazzi di Moretti, per il dopo Barcellona. «Pistoia mi è sembrata una squadra molto solida - continua Garelli - soprattutto vicino a canestro. I tre lunghi formano un terzetto di prim'ordine dove c'è tutto, l'atletismo di Varnado, l'esperienza di Fucka e la sostanza di Toppo. Poi c'è il talento di Forte, uno a cui magari non è data la licenza di difendere perché ha quella di attaccare. Ti può creare sempre problemi anche con la miglior difesa del mondo». E la difesa è la carta d'identità della Snaidero. «Domenica abbiamo segnato 85 punti - dice il coach dei friulani - ma è un'eccezione per noi che siamo squadra con un'anima difensiva molto pronunciata. Guardando a Pistoia, penso che cercare di contenere Varnado sia molto importante». Pistoia e Udine, due squadre in evoluzione e in cerca di risposte. Se tutti sanno che la Snaidero è in cima alla classifica a punteggio pieno grazie alla decisione del giudice sportivo che gli ha dato la vittoria a tavolino nel match d'esordio con Barcellona (che ha visto respingersi anche il ricorso), non si può scordare che Udine viene da due vittorie prestigiose sul campo. «Siamo in crescita - continua Garelli - con Scafati in casa avevamo giocato a strappi ma, pur con un po' di patemi, abbiamo vinto. Domenica a Veroli abbiamo giocato una buona gara con una continuità di gioco nel corso dei 40'. Ma è troppo presto per dire che siamo partiti bene, guardando in giro vedo molto equilibrio». Garelli dice che tra Udine e Pistoia, c'è più di una somiglianza. Dalla rosa non lunghissima, all'obiettivo a metà tra salvezza e playoff. «Il livello del torneo mi sembra più alto dell'anno scorso - continua il coach della Snaidero - Barcellona, Veroli, Venezia e Casale Monferrato sembrano un gradino sopra ma è presto per dire chi confermerà il pronostico. La differenza tra chi si salva e chi arriva ai playoff è sempre minore e poi la Legadue ci ha sempre consegnato alcune sorprese, vedi la mia Vigevano l'anno scorso. Per questo dico che all'inizio dobbiamo tenere i piedi per terra, puntiamo alla salvezza e poi vedremo. Per la solidità che ho visto nelle prime gare a Pistoia, mi fa dire che può puntare ai playoff». Udine segue dall'anno scorso la strada scelta quest'anno da Pistoia, ovvero quintetto forte e panchina giovane. Le statistiche lo dimostrano anche se Truccolo, Pascolo e Pradin hanno già giocato minuti importanti a differenza dei nostrani Marzoli (3' a Casale Monferrato), Saccaggi (1' domenica scorsa) e Tuci (mai entrato). «Noi abbiamo un quintetto con molta esperienza - dice Garelli - e una panchina fatta di giovani su cui puntiamo. Durante l'anno farà la differenza proprio chi riuscirà di più a far crescere questi giocatori che dovranno per forza far rifiatare gli altri nell'arco di tutta la stagione».
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