Il presidio
«Servirà il sostegno del palazzo»
Giacomo Carobbi
◗
SPONSOR IN VISTA? Un nuovo marchio ieri è apparso sul parquet Berti chiede aiuto ai tifosi ma sottolinea: nessun facile entusiasmo
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Lavoro, umiltà e veto assoluto sui facili entusiasmi. È il credo di Simone Berti, che in vista della sfida con il Barcellona targato Pancotto manda un messaggio chiaro: l'avvio lanciato (e insperato) non deve caricare l'ambiente di troppe aspettative. «Barcellona è una squadra costruita con grandi ambizioni - spiega il play fiorentino -, Pancotto è un coach esperto oltre che vecchia conoscenza di Pistoia, come del resto Mocavero. Tutti aspetti che aggiungono difficoltà ad una gara da affrontare con lo stesso spirito di Casale. Il sostegno del palazzetto sarà importante, ma dovremo stare attenti a non sentirci già con la vittoria in tasca». Già, ma le due vittorie sin qui conquistate dicono che la squadra è all'altezza del campionato e del suo obiettivo. «Siamo appena all'inizio. C'è tanto da lavorare, dobbiamo farlo con impegno e umiltà per raggiungere il prima possibile i 24 punti salvezza indicati dal coach», insiste Berti. Non è facile spiegarlo ai tifosi. La prima vittoria in trasferta dopo un lungo digiuno ha acceso l'entusiasmo, inevitabilmente. E la memoria corre al girone di ritorno dello scorso anno. «Non mi piace quando si parla della stagione passata come un'esperienza negativa - puntualizza -. Per me è stata eccezionale sia dal punto di vista umano che dei risultati». Per Berti il raffronto con la nuova Pistoia non sussiste: «Ogni stagione è un capitolo a parte, ad ogni modo credo che noi tre (con Fucka e Toppo, ndr) siamo un buon punto di partenza». Dal punto di vista personale qualcosa è cambiato. «L'anno scorso mi si chiedeva soprattutto di dare fiato al Skinn - spiega -, quest'anno l'impostazione della squadra è diversa. Il fatto di dover ricoprire più ruoli mi stimola, sento che c'è fiducia nei miei confronti. Dal punto di vista psicologico è un aspetto che mi gratifica molto». Virtù o necessità da panchina corta? «Intanto siamo in 8 - risponde -, perché Marzoli garantisce minuti di qualità e poi ci sono i giovani che se chiamati in causa non staranno a guardare. Inoltre, il coach ha a disposizione varie soluzioni perché anche Jan Porzingis sa adattarsi in vari ruoli. E poi - conclude -, lo scorso anno Sassari ha giocato in sette tutto il campionato e sappiamo com'è finita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
