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Pistoia

«Brava Pistoiese, ma io penso all'Albinia»

Saverio Melegari
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PIEDI A TERRA. Agostiniani predica umiltà. «Ma siamo forti», aggiunge

Agostiniani fa il pompiere: aspettiamo ancora 4 partite prima di dare giudizi

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 PISTOIA. Da tifoso arancione ne aveva digeriti troppi di bocconi amari nelle trasferte di Massa: ventiquattro anni senza vincere. E' forse per questo che domenica Riccardo Agostiniani si è voluto godere fino in fondo l'abbraccio della curva arancione, in estasi per il 2-0 conquistato da una Pistoiese che ha iniziato come meglio non si potrebbe il campionato. E che, dopo soli 180', ha già cinque punti di vantaggio sui bianconeri.  Mister, siamo già al settimo cielo anche se rispetto all'esordio questa squadra ci è piaciuta un po' meno. E' d'accordo?  «Dal punto di vista dello spettacolo senz'altro ma abbiamo dimostrato di essere una squadra forte. Ci hanno messo in difficoltà nei primi venti minuti aggredendo a centrocampo e me lo aspettavo. Noi, però, siamo stati bravi a non concedergli occasioni da gol e senza l'errore di Marrani non avremmo sofferto il loro rush finale».  Zero gol subiti in 180'. Come va valutata la prova della difesa che è ancora priva di Gemignani?  «Nonostante avessero di fronte attaccanti esperti e scaltri, Strufaldi, Elmi e Di Nunzio hanno giocato alla grande in un reparto dove c'era il solo Calanchi come "vecchio" e lui è una sicurezza. E poi anche Flauto ha fatto interventi importanti».  Già, Flauto. Vedendo come è nato il secondo gol arancione sulla papera di Lombardi, si è convinto che serve avere un portiere esperto?  «Flauto si sta impegnando moltissimo e i risultati si vedono, visto che nella prima partita in cui è stato chiamato in causa ha compiuto quattro interventi importanti ed è stato deciso anche nelle uscite, dando sicurezza al reparto. Il rischio di avere un portiere giovane c'è senz'altro: all'esordio aveva salvato la Massese e domenica l'ha condannata. Sono episodi da mettere in conto quando si fanno quelle scelte».  Patron Ferrari ha già parlato di squadra fortissima. E' d'accordo?  «Il presidente è un entusiasta per natura e penso che abbia detto quelle cose soprattutto perché ha visto che la squadra lavora bene».  C'è il rischio che qualcuno, adesso, possa montarsi la testa?  «Io senz'altro no, visto che sto già pensando a come battere l'Albinia e da oggi dovrà farlo anche la squadra. Abbiamo vinto una partita importante, ma adesso c'è da rimettersi di nuovo tutti in discussione».  Il Certaldo ha battuto il Montemurlo: vuol dire che la sua squadra aveva davvero giocato bene?  «Vuol dire che qualcosa di buono avevamo fatto. Prima di fare qualche confronto voglio aspettare ancora quattro partite, perché quella di adesso è una classifica un po' bugiarda visto che Pisa, Massese, Forte dei Marmi e Albinia hanno soltanto un punto. Tutte cresceranno, con l'auspicio che i maremmani lo facciano fra due settimane».

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