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Pistoia

Due partite, due gol Stefanelli vola già: dedicato a mio padre

Giulio Corsi
<b>STADIO ORANGE </b>Gli ultras al Degli Oliveti A fianco Strufaldi contro Salvetti
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STADIO ORANGE Gli ultras al Degli Oliveti A fianco Strufaldi contro Salvetti

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 MASSA. Una domenica da innamorarsi. I guerrieri arancioni non avrebbero voluto mai lasciare quel campo. L'arbitro Campagna fischia il triplice e la Pistoiese anziché avviarsi verso il tunnel corre verso la curva affacciata proprio sotto le Apuane. Lì una cinquantina di ultras già dall'ora di pranzo avevano tinto d'orange lo spicchio riservato ai tifosi ospiti e da quel momento non hanno mai smesso di incitare la truppa del comandante Ago.  Proprio sotto quella curvetta, i guerrieri arancioni sono rimasti un minuto ad applaudire loro, i tifosi. Quasi a ringraziarli di esser venuti, di averci creduto. Poi si sono spostati sotto la tribuna, affollatissima di pistoiesi, qualcuno venuto dal mare versiliese, qualcuno arrivato direttamente da casa, e hanno continuato ad applaudire. Un feeling ormai rinato tra la squadra e la città, come ha sottolineato Matteo Balleri. «Un grazie ai nostri tifosi che ci sono stati vicini», ha esordito sorridente il centrocampista livornese. È stato lui a sbloccare il risultato di una partita che non era iniziata in maniera semplice e a spianare poi un'autostrada sul successo pistoiese. «È stato un gol importante - sottolinea -. Sono contento di aver sbloccato il match, ma dico che tutti abbiamo giocato bene. Ho colpito di testa e il portiere Lombardi è stato bravo a respingere. Diciamo che ho avuto la fortuna di ritrovarmi il pallone sui piedi e non è stato difficile ribadire in gol. Nel secondo tempo abbiamo sofferto un po' ma era normale. La Massese è una squadra forte, che fino all'ultimo non ha mollato». Un sospirone, poi la confidenza: «È bello vincere queste partite e giocare davanti a questi tifosi». Accanto a lui spunta Alessandro Arricca, il suo gemello. Stessa altezza, stesso sorriso. Stesso accento livornese. E soprattutto un'intesa che sembra costruita al computer da quanto funziona. «Con Ale abbiamo giocato insieme un anno ma soprattutto giochiamo insieme d'estate in un torneo a Marina di Pisa - continua Balleri -. Quel lancio lungo è un'azione che proviamo spesso e qui ha funzionato bene». Lo scambio di microfono è veloce come quando si passano la palla. «Abbiamo dimostrato di essere una squadra vera, quadrata - dice Alessandro Arricca -. Ogni partita ha una storia a sè, col Certaldo o con la Massese fa lo stesso, il mister ci ha chiesto di venire qui e fare la partita e noi l'abbiamo fatto». Le difficoltà iniziali si sono sciolte col gol di Balleri e poi col raddoppio di Stefanelli, ma nel finale c'è stato spazio anche per applaudire Flauto e far lavorare la difesa. Arricca ha una parola proprio per la retroguardia: «Ci sono anche momenti in cui bisogna soffrire, l'importante è saper rispondere. Flauto è stato grande ma io voglio fare un elogio soprattutto a Di Nunzio. È giovane ma ha dimostrato una caparbietà da grande. Salvetti non gli è mai andato via, voglio fargli i complimenti pubblicamente». Fatti.  Il pullman della Copit ha già il motore acceso. I giocatori escono alla spicciolata. Uno degli ultimi è Stefano Stefanelli. Due gol in due partite. Mica male per un attaccante che dovrebbe sbocciare col freddo. «Sono felice - dice col suo accento emiliano -. A livello personale ma soprattutto per la squadra. Non era facile partire bene con un gruppo per buona parte nuovo e invece... Il campionato tuttavia è lungo, non montiamoci la testa». Poi racconta il gol che ha messo il lucchetto alla partita: «Sono stato fortunato. Il portiere non ha bloccato il pallone e mi ci sono buttato». Una dedica, please. «A mio padre Mario che mi guarda da lassù».

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