Il Tirreno

Pistoia

«Piedi per terra, ma avete visto i nostri under?»

Stefanelli Sopra Bragagna Ferrari e Agostiniani
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Stefanelli Sopra Bragagna Ferrari e Agostiniani

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 PONTEDERA. Ore 15.46: Arricca gela Severini e scrive 1-0. Sulle tribune del Mannucci è una liberazione. Orazio Ferrari si alza in piedi, accanto a lui Dario Di Sario, numero uno di Ha. Si abbracciano. Vicino Fondatori. Sotto Luciano Bozzi. Sorride. Ma nessun giubilo, come nel suo stile. Federico Bargagna in piedi, dieci metri più in là accanto a Andrea Bonechi, polo arancione e sigaro in bocca, fa un sospirone.  Poi inizia a telefonare. Di lì al triplice starà quasi sempre al cellulare vista la raffica di gol della Pistoiese. A fine partita il dt gongola ma sta ben piantato per terra: «Era importante iniziare col piede giusto ma la strada è lunga». È il refrain del dopo-gara. Di Sario ribadisce il concetto: «Intanto ci siamo divertiti e questo è importante. La squadra è piaciuta, buone intese, tanta volontà. Ma aspettiamo domenica a dare un giudizio».  Orazio Ferrari, polo bianca come i capelli e il sorriso, lancia un messaggio alla squadra: «Stiamo coi piedi per terra perché con tutto il rispetto per l'avversario il test non è sembrato così duro». Poi però non può non lasciarsi andare alla gioia per la prima vittoria della sua Pistoiese. «Devo dire un grazie ai nostri tecnici: Bargagna, Piemontesi e Riccardo Agostiniani. Sono tre grandi». Ce n'è anche per la squadra: «Sono felice soprattutto per due cose: i ragazzi hanno capito quali sono i nostri obiettivi e quale deve essere la mentalità. E poi lasciatemi sottolineare la prestazione delle quote. È forse la nota più bella di questa domenica: in molte squadre gli under rappresentano l'elemento di debolezza, qui fanno la differenza». Un nome su tutti, please. «Paolicchi», risponde Ferrari.  Vicino a lui Luciano Bozzi, col figlio Tommaso, ha una nota di merito per il tandem d'attacco. «Una coppia come Stefanelli e Lisi è sciupata in queste categorie», dice.  I protagonisti del match arrivano alla spicciolata. Il primo a presentarsi ai taccuini è proprio Stef il bisonte. «Certaldo debole? Non guardo gli avversari - risponde sicuro -. Guardo noi e dico che il merito è nostro. La partenza è stata dirompente, siamo stati bravi a trovare un rigore, che era netto, dopo pochi minuti. Non capita spesso che venga dato alla prima partita. Qui è stato concesso e dal vantaggio siamo andati molto bene». Poi tocca a Leonardo Paolicchi. Poche parole ma sagge: «Due cose positive: aver chiuso subito la gara e aver capitalizzato molte delle occasioni avute. Ora continuiamo così». G.C.

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