Occhio, si parla troppo di futuro
Saverio Melegari
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Fondatori al termine della gara di ritorno della finale regionale Il presidente Fondatori invita a pensare solo alla dura gara di Mosciano
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PISTOIA. Ci sono troppi chiacchiericci e qualche spiffero fuori luogo che in questi giorni si aggirano nell'ambiente arancione. C'è il rischio di guardare troppo avanti perché ci si sente già sicuri di aver conquistato la serie D, invece il bello arriva adesso. A voler puntualizzare quello che potrebbe succedere intanto domenica a Mosciano è il numero uno dell'Unione, Fabio Fondatori, che in questi giorni è impegnato anche su altri fronti: due giorni fa è diventato padre di Giulia e questa è anche l'occasione per «ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini ed il personale di maternità ed ostetricia del Ceppo». Presidente Fondatori, ci vuole dire a cosa si riferisce quando parla di un clima non favorevole in città? «Siamo alla vigilia di una gara fondamentale come quella di Mosciano e sento parlare troppo del futuro della squadra, di industriali pronti ad entrare in società e che sono già partiti contatti con allenatore e giocatori del futuro. Tutto ciò serve solo a destabilizzare l'ambiente e agitare le acque nel momento in cui bisogna remare verso un' unica direzione che è quella della serie D che si raggiunge solo vincendo le quattro gare rimaste. È bene ricordarsi che ancora non abbiamo fatto nulla, perché abbiamo vinto i playoff regionali ma adesso siamo punto e a capo». Questa sua preoccupazione, oltre a far parlare d'altro ai tifosi, rischia di confondere anche i giocatori? «Sinceramente ho paura che si distraggano e non è proprio il momento indicato, visto che domenica a Mosciano sarà una battaglia, in quanto i nostri avversari sono una squadra in forma che lotterà sospinta da 1.000 tifosi ed una città intera. Per questo chiedo ai ragazzi, adesso come sempre, massima concentrazione ed umiltà, perché se si perdono queste prerogative si rischia di incappare in brutte figure. Dobbiamo pensare solo a portare a casa la serie D, del futuro ci penseremo da giugno in poi». Venendo agli aspetti tecnici, che partita si aspetta? «La Pistoiese sta bene, lo ha dimostrato nel ritorno contro la Castelnuovese e non posso che essere contento per il risultato finale. Mi auguro anche a Mosciano di rivedere undici giocatori in campo con lo stesso ordine tattico di domenica scorsa, ma il mister saprà responsabilizzare tutti al meglio». E poi c'è da prestare attenzione anche al terreno di gioco che sarà molto insidioso. «Da quello che si è visto dai filmati su Internet, ci sarà da stare molto attenti perché è un campo difficile e pieno di zolle che potrebbero far rimbalzare il pallone in maniera strana. Quindi ci vuole il massimo della concentrazione in ogni minimo dettaglio». E poi c'è la differenza regolamentare delle due "quote" obbligatorie in campo, invece che tre. Cambierà qualcosa? «Abbiamo una rosa consistente ed il mister sceglierà al meglio, anche se voglio dire che per il campionato che ha fatto, Mennini Righini non lo si può considerare una "quota" in quanto ha dimostrato di saperci fare, e bene, nel suo ruolo. Essere meno obbligati nei cambi, comunque, potrebbe rappresentare una occasione in più per giocatori come Giunta e Semboloni che, in questo momento, hanno grandi motivazioni».
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