CALCIO
«Ora basta attaccare Di Stefano»
Eugenio Fagnoni /
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CENTO PRESENZE. Carfora premiato da FondatoriAria di festa nel dopo partita, per la tranquilla vittoria (è il 14º risultato utile consecutivo) sul baby Subbiano e per le 100 maglie in arancione di Davide Carfora. Il presidente Fabio Fondatori gli ha consegnato una polo di colore arancione con tanto di micco blu.
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PISTOIA. Aria di festa nel dopo partita, per la tranquilla vittoria (è il 14º risultato utile consecutivo) sul baby Subbiano e per le 100 maglie in arancione di Davide Carfora. Il presidente Fabio Fondatori gli ha consegnato una polo di colore arancione con tanto di micco blu.
Poi il massimo dirigente ha parlato del match e del futuro: «Abbiamo - ha detto - delle gare molto impegnative, quindi chiedo ai miei una fisicità ed una determinazione dal fischio d'avvio a quello finale, per evitare di cadere negli errori che già abbiamo fatto e che ci sono costati dei pareggi che ci hanno fatto arrabbiare. Spero che si evitino altri errori e che si metta in campo sempre fisicità, determinazione e giusta rabbia agonistica». Al presidente infine non sono piaciute certe frasi rivolte dal pubblico ad Oliviero Di Stefano: «Sono frasi - stigmatizza - gratuite, inutili e dannose. Non serve a nulla dire a Di Stefano di sedersi, di fare così o fare cosà, sono cose che innervosiscono. Bisogna invece stringersi attorno a Di Stefano e fargli sentire il sostegno della piazza. Molto umilmente dico ai tifosi: se uno deve dire qualcosa al mister, chieda di parargli e lui sarà disponibile, perché è una persona che sa parlare con tutti».
È doppiamente felice, Davide Carfora, per il traguardo delle 100 gare in arancione e per la vittoria. «Volevo bagnare questo traguardo - dice - con un gol che ho cercato con insistenza, ma è più importante per noi aver vinto. Ora il nostro impegno è di dare il massimo nelle otto partite che rimangono da disputare. I tifosi sappiano che scendiamo in campo con l'obbiettivo di vincerle tutte». Ha timbrato con un gol da antologia la quinta realizzazione Marco Giunta, che ammette: «Per noi questa vittoria è molto importante, perché volevamo ripartire subito vincenti dopo il pari con la Pianese».
Ha messo subito la gara sul binario giusto con un bello stacco di testa Alessandro Pifferi, che ha fatto cinquina in maglia orange e che così respinge le critiche al movimento lento del secondo tempo: «È stata una partita di sacrificio, conquistata con due bei gol. Non siamo stati sugli allori dopo il doppio vantaggio. Poi ci sono anche gli avversari. Per gli impegni che ci restano è chiaro che siamo sempre affamati. Dedico il gol a Giulia, la mia ragazza».
Dovrà saltare il prossimo impegno di campionato contro il Grassina invece il giovane difensore Federico Benedetti, che con un filo di voce ammette: «Mi dispiace, perché ero diffidato e l'ammonizione era evitabile». Poi torna ad esaminare la sua gara per dire che, pur avendo giocato poche volte, come difensore di fascia, si è trovato bene. «Ho cercato - dice - di spingermi avanti, quando c'era l'opportunità facendo dei cross per i miei compagni e sul gol di Pifferi è andata bene».
Ha dato un contributo costante alla manovra arancione il giovane Leonardo Paolicchi che schiva così gli elogi: «Cerco di dare il meglio, quando il mister mi chiama in causa. Mi ritengo un jolly e pertanto cerco di adattarmi al compito che mi affida l'allenatore».
Poi il massimo dirigente ha parlato del match e del futuro: «Abbiamo - ha detto - delle gare molto impegnative, quindi chiedo ai miei una fisicità ed una determinazione dal fischio d'avvio a quello finale, per evitare di cadere negli errori che già abbiamo fatto e che ci sono costati dei pareggi che ci hanno fatto arrabbiare. Spero che si evitino altri errori e che si metta in campo sempre fisicità, determinazione e giusta rabbia agonistica». Al presidente infine non sono piaciute certe frasi rivolte dal pubblico ad Oliviero Di Stefano: «Sono frasi - stigmatizza - gratuite, inutili e dannose. Non serve a nulla dire a Di Stefano di sedersi, di fare così o fare cosà, sono cose che innervosiscono. Bisogna invece stringersi attorno a Di Stefano e fargli sentire il sostegno della piazza. Molto umilmente dico ai tifosi: se uno deve dire qualcosa al mister, chieda di parargli e lui sarà disponibile, perché è una persona che sa parlare con tutti».
È doppiamente felice, Davide Carfora, per il traguardo delle 100 gare in arancione e per la vittoria. «Volevo bagnare questo traguardo - dice - con un gol che ho cercato con insistenza, ma è più importante per noi aver vinto. Ora il nostro impegno è di dare il massimo nelle otto partite che rimangono da disputare. I tifosi sappiano che scendiamo in campo con l'obbiettivo di vincerle tutte». Ha timbrato con un gol da antologia la quinta realizzazione Marco Giunta, che ammette: «Per noi questa vittoria è molto importante, perché volevamo ripartire subito vincenti dopo il pari con la Pianese».
Ha messo subito la gara sul binario giusto con un bello stacco di testa Alessandro Pifferi, che ha fatto cinquina in maglia orange e che così respinge le critiche al movimento lento del secondo tempo: «È stata una partita di sacrificio, conquistata con due bei gol. Non siamo stati sugli allori dopo il doppio vantaggio. Poi ci sono anche gli avversari. Per gli impegni che ci restano è chiaro che siamo sempre affamati. Dedico il gol a Giulia, la mia ragazza».
Dovrà saltare il prossimo impegno di campionato contro il Grassina invece il giovane difensore Federico Benedetti, che con un filo di voce ammette: «Mi dispiace, perché ero diffidato e l'ammonizione era evitabile». Poi torna ad esaminare la sua gara per dire che, pur avendo giocato poche volte, come difensore di fascia, si è trovato bene. «Ho cercato - dice - di spingermi avanti, quando c'era l'opportunità facendo dei cross per i miei compagni e sul gol di Pifferi è andata bene».
Ha dato un contributo costante alla manovra arancione il giovane Leonardo Paolicchi che schiva così gli elogi: «Cerco di dare il meglio, quando il mister mi chiama in causa. Mi ritengo un jolly e pertanto cerco di adattarmi al compito che mi affida l'allenatore».
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