Meteo
CALCIO
«Questa Pistoiese ricorda il mio Brindisi»
Alessandro Benigni
◗
FIDUCIA. La fiducia in Di Stefano è tornata ai massimi livelliSe la Pistoiese sta attraversando un momento d'oro, una parte (o una... porta) di merito va sicuramente ad Alessandro Flauto: reattivo su Paolacci a Montemurlo, decisivo in almeno 2 occasioni col Chiusi e superbo sulla punizione di Arcadio domenica scorsa, il portierone ex CuoioCap parla a ruota libera della situazione in casa arancione
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Se la Pistoiese sta attraversando un momento d'oro, una parte (o una... porta) di merito va sicuramente ad Alessandro Flauto: reattivo su Paolacci a Montemurlo, decisivo in almeno 2 occasioni col Chiusi e superbo sulla punizione di Arcadio domenica scorsa, il portierone ex CuoioCap parla a ruota libera della situazione in casa arancione.
«Finalmente abbiamo imparato a vincere - dice - e sarà obbligatorio continuare così, perché abbiamo già esaurito da tempo il nostro bonus di passi falsi. Adesso esprimiamo un gioco davvero convincente e soprattutto siamo consapevoli della nostra forza: questo, unito all'umiltà e alla grande forza di volontà, ci permette di fare delle belle prestazioni come nelle ultime due partite casalinghe. Mi sembra di esser tornato ai tempi di Brindisi quando vincemmo il campionato Dilettanti: speriamo che sia di buon auspicio».
Flauto vuole spendere poi due parole sul gruppo: «La cosa bella di questa squadra è che giovani e vecchi riescono a fare spogliatoio insieme a trecentosessanta gradi: infatti siamo tutti amici e non è raro vedersi anche al di là di allenamenti e partite. Questo nella maggior parte delle squadre di queste categorie non succede, perché spesso vengono a crearsi due gruppi distinti in base all'età».
Domenica scorsa il portiere ha improvvisato un balletto di esultanza per la vittoria: «Dovete sapere che io, come tutti i miei colleghi, sono un po' matto - afferma - mi piace trascinare il pubblico e quando c'è da festeggiare sono sempre in prima linea. L'importante è ricreare entusiasmo in questa piazza e far tornare più gente possibile allo stadio». E così dopo un inizio stentato adesso Flauto ha conquistato la fiducia di tutti: «Sì, adesso sto bene fisicamente e riesco a dare il cento per cento in tutte le partite. Ad inizio stagione invece ho pagato la preparazione affrettata, ma grazie al grande lavoro del preparatore dei portieri Melani in breve tempo sono tornato al top».
A dicembre è arrivato Lavorini, un concorrente con un arma in più, la giovane età. Flauto non nasconde il suo pensiero: «All'inizio non l'ho presa bene - confessa - anche perché, oltre agli egoismi, sono molto amico di Stefanacci e mi è dispiaciuto parecchio del suo addio. Comunque un po' di concorrenza fa sempre bene perché stimola a dare di più; se qualche volta poi dovrò sacrificarmi per far posto a qualche vecchio in campo non mi tirerò indietro. L'importante - sorride - è che sia una tantum». Queste tre vittorie consecutive hanno anche fatto tornare il feeling con la tifoseria: «Sinceramente non condividevo la contestazione - dice - visto che le difficoltà che abbiamo avuto nella prima parte di stagione erano inevitabili. Comunque bisogna anche capire il pubblico che, dopo due anni neri, vorrebbe tornare subito al alti livelli».
«Finalmente abbiamo imparato a vincere - dice - e sarà obbligatorio continuare così, perché abbiamo già esaurito da tempo il nostro bonus di passi falsi. Adesso esprimiamo un gioco davvero convincente e soprattutto siamo consapevoli della nostra forza: questo, unito all'umiltà e alla grande forza di volontà, ci permette di fare delle belle prestazioni come nelle ultime due partite casalinghe. Mi sembra di esser tornato ai tempi di Brindisi quando vincemmo il campionato Dilettanti: speriamo che sia di buon auspicio».
Flauto vuole spendere poi due parole sul gruppo: «La cosa bella di questa squadra è che giovani e vecchi riescono a fare spogliatoio insieme a trecentosessanta gradi: infatti siamo tutti amici e non è raro vedersi anche al di là di allenamenti e partite. Questo nella maggior parte delle squadre di queste categorie non succede, perché spesso vengono a crearsi due gruppi distinti in base all'età».
Domenica scorsa il portiere ha improvvisato un balletto di esultanza per la vittoria: «Dovete sapere che io, come tutti i miei colleghi, sono un po' matto - afferma - mi piace trascinare il pubblico e quando c'è da festeggiare sono sempre in prima linea. L'importante è ricreare entusiasmo in questa piazza e far tornare più gente possibile allo stadio». E così dopo un inizio stentato adesso Flauto ha conquistato la fiducia di tutti: «Sì, adesso sto bene fisicamente e riesco a dare il cento per cento in tutte le partite. Ad inizio stagione invece ho pagato la preparazione affrettata, ma grazie al grande lavoro del preparatore dei portieri Melani in breve tempo sono tornato al top».
A dicembre è arrivato Lavorini, un concorrente con un arma in più, la giovane età. Flauto non nasconde il suo pensiero: «All'inizio non l'ho presa bene - confessa - anche perché, oltre agli egoismi, sono molto amico di Stefanacci e mi è dispiaciuto parecchio del suo addio. Comunque un po' di concorrenza fa sempre bene perché stimola a dare di più; se qualche volta poi dovrò sacrificarmi per far posto a qualche vecchio in campo non mi tirerò indietro. L'importante - sorride - è che sia una tantum». Queste tre vittorie consecutive hanno anche fatto tornare il feeling con la tifoseria: «Sinceramente non condividevo la contestazione - dice - visto che le difficoltà che abbiamo avuto nella prima parte di stagione erano inevitabili. Comunque bisogna anche capire il pubblico che, dopo due anni neri, vorrebbe tornare subito al alti livelli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
